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Lo chiamavano “ol cap de Öre”: oggi è una potenza da 14 milioni di passeggeri fotogallery

La società di gestione aeroportuale venne fondata il 16 luglio 1970: oggi la sfida è ripartire dopo l'emergenza sanitaria e i primi segnali positivi sono arrivati già dalla metà di giugno.

Agli albori della sua storia era semplicemente "Ol cap de Öre" (il campo di Orio ndr): oggi, il Caravaggio, è invece il terzo aeroporto italiano per numero di passeggeri trasportati dopo i giganti Fiumicino e Malpensa.

Una scalata che ha viaggiato a ritmi impressionanti dal 2002 in poi, vale a dire dall'arrivo a Bergamo di Ryanair, vettore low cost irlandese che qui ha posizionato il suo principale hub del Sud Europa.

Ma, come detto, nella seconda metà degli anni '30 del ventesimo secolo l'aeroporto aveva le sembianze di un semplice campo volo: l'iter per la sua prima trasformazione iniziò nel 1949, quando nacque un comitato formato da istituti bancari, enti locali, l'Aeroclub Taramelli e imprenditori per dotare Bergamo di un aeroporto civile.

La crescita di Orio nei 50 anni di Sacbo

Iniziativa che accolse, qualche anno dopo, il favore di Carlo Pesenti, allora numero uno di Italcementi che nel 1970 assunse la carica di vicepresidente della neonata Sacbo, Società per l'Aeroporto Civile di Bergamo-Orio al Serio.

La data cerchiata in rosso sul calendario, quella della fondazione ufficiale, è il 16 luglio: Attilio Vicentini presidente, il già citato Pesenti e altri sei componenti (Angelo Bartoli, Luigi Ciocca, Carlo Andrea Coltri, Aldo Farina e Bernardo Sesstini) a comporre il primo CdA.

Una società partita con un capitale sociale di 10 milioni di lire, diventati 200 nella primavera del 1971, e che un anno esatto dopo la sua costituzione ottenne il parere favorevole del Consiglio superiore dell'aviazione civile ai voli Itavia per Roma, Cagliari, Alghero e Catania.

L'operatività inizia proprio dalla Capitale, con un volo decollato nella mattinata del 21 marzo 1972: il bilancio del primo anno di attività parla di 127.286 passeggeri transitati, con dieci voli giornalieri. Meglio del previsto.

A fine anni '70 la pista misurava 1.800 metri, poi allungati a 2.800 a tra la fine '79-inizio '80.

Sono anni di grandi trasformazioni e successi per l'aeroporto, che il 26 aprile accoglie Papa Giovanni Paolo II, atterrato a bordo di un DC9-30 dell'Aeronautica Militare Italiana.

Giovanni Paolo II all'aeroporto di Orio
La crescita di Orio nei 50 anni di Sacbo

Nel febbraio 1986 l'inaugurazione della nuova aerostazione, con una torre di controllo nuova di zecca, l'anno dopo l'intesa con SEA che di fatto fa nascere il sistema aeroportuale lombardo.

Negli anni '90, sotto la presidenza di Ilario Testa, lo scalo bergamasco conosce un rapido sviluppo: un piano triennale di investimenti da 80 miliardi di lire consente di allargare nuovamente l'aerostazione, dotandola di nuovi banchi check-in, due pontili di imbarco e nuovi uffici, e nel 1999 Orio al Serio supera per la prima volta nella sua storia quota un milione di passeggeri trasportati in un anno.

I primi anni 2000, in questo senso, segnano la svolta: in concomitanza con il raddoppio dell'area check-in, lo scalo decide di sposare il mercato dei vettori low cost, diventando in poco tempo una solida realtà.

Il 14 febbraio 2002 atterra il primo volo Ryanair, decollato da Francoforte: una data profetica, inizio di una fortunata storia d'amore con la compagnia irlandese di Michael O'Leary che un anno dopo promuoverà Orio al Serio a hub del Sud Europa, con tanto di inaugurazione di importanti collegamenti continentali.

Michael O'Leary a Bergamo
La crescita di Orio nei 50 anni di Sacbo

È la scintilla che innesca la crescita esponenziale dello scalo bergamasco, arrivato lo scorso anno a sfiorare i 14 milioni di passeggeri trasportati: nel mezzo tanti interventi che hanno portato la superficie dell'aerostazione a 45.800 metri quadrati e, da ultimo, un nuovo ampliamento 9.500 metri quadrati sul lato Est nell'ala extra-Schengen che sarà inaugurato proprio giovedì 16 luglio, nel giorno della ricorrenza del 50esimo dalla fondazione di Sacbo.

Al "taglio del nastro" anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e l'amministratore delegato di RFI Maurizio Gentile che faranno importanti annunci sul progetto del treno per Orio, nuovo importantissimo upgrade per lo scalo.

"Mai ci saremmo immaginati di dover festeggiare i 50 anni di Sacbo in condizioni così difficili, dopo un anno finora molto complicato - sottolinea il presidente Giovanni Sanga - Per mesi ci è stata imposta l'interruzione totale dei voli, mentre da metà giugno stiamo assistendo a una costante e graduale ripresa che ci fa ben sperare per la seconda metà del 2020. Ma l'aeroporto ha confermato anche durante l'emergenza di essere un punto di riferimento essenziale per questo territorio. È sempre stato motore di crescita e sviluppo, dal punto di vista occupazionale, economico e sociale. Per non parlare del forte impulso e sostegno dato al turismo cittadino e della provincia. Ora, dopo le difficoltà della pandemia, occorre rilanciare con grande determinazione i nostri progetti: all'orizzonte ci sono grandi opportunità che Sacbo saprà cogliere per il futuro". 

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