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Atalanta gran riserva, un altro show. E Bergamo è sempre più alta in A fotogallery

Surclassato il Brescia: SuperMario e Malinovskyi in cattedra con de Roon, la Dea dà spettacolo e per una notte si gode il secondo posto

SuperMario Pasalic segna tre gol e si porta a casa il pallone. È un’Atalanta gran riserva quella che surclassa il Brescia: Gasperini ne cambia sette dopo la Juve, lascia in panchina il Papu, manda in tribuna Ilicic e Muriel, ripropone Sutalo e Tameze titolari (e bravi) come a Cagliari, fa esordire in A anche Bellanova e Czyborra, eppure… è un’altra festa, di gioco e di gol.

Con una facilità e una naturalezza disarmanti, da grande squadra e non è una novità, però è giusto ribadirlo. Per una notte l’Atalanta si siede comoda al secondo posto, alle spalle di quella Juve che a Torino aveva dominato, quella capolista che i nerazzurri per un tempo hanno surclassato come se si trovassero davanti il Brescia.

Ma i ‘cugini’ sono di una categoria inferiore (auguri per una pronta risalita), mentre con la Juve già all’andata l’orchestra del Gasp aveva tenuto il pallino del gioco e al ritorno ha ribadito il concetto, costretta poi a frenare dai due rigori.

Col Brescia solo il blackout che nel primo quarto d’ora a volte ritorna ha rimesso in equilibrio il risultato per 10-15 minuti, complice il maldestro intervento di Caldara.

Poi la Dea schiacciasassi è ripartita ed è tornata travolgente, quella straordinaria macchina da gol capace di incantare con scambi rapidi, quei tocchi di prima a colpo sicuro che nel silenzio dello stadio scandiscono il calcio spettacolo dei Gaspboys. Dal primo all’ultimo gol, c’è solo da guardare e imparare.

E pensare che non c’è nemmeno in campo il signor Gomez, premiato prima della partita dal presidente Antonio Percassi come miglior giocatore della Serie A nel mese di giugno, quello della ripartenza post Covid. Fa lo spettatore anche il miglior giocatore della Champions prima dello stop, Ilicic e con lui si gode lo spettacolo in tribuna il capocannoniere nerazzurro Muriel, a riposo per una caduta domestica.

Ma, anche cambiando gli orchestrali, l’orchestra continua a stupire: lo spartito lo sanno tutti a memoria, da una metà campo all’altra vanno in porta con tre-quattro scambi veloci, che lasciano di sasso gli avversari. Così fa Pasalic per il primo gol su imbeccata di Malinovskyi, poi il triangolo Gosens-Zapata-Gosens regala il bis a de Roon, che sfoggia un esterno destro al volo. Quindi la specialità di casa Malinovskyi, il siluro a fil di palo e poi il cross dell’esterno, ancora Gosens, per la testa di Zapata. Ancora Malinovskyi ispira Pasalic per il quinto e SuperMario arrotonda dopo un bel recupero palla di Tameze assistito da Colley.

Non è un’Atalanta di primedonne, è una squadra con giocatori molto bravi tecnicamente (poi ci vogliono le gambe, la condizione fisica, però se non dai del tu al pallone non vai da nessuna parte) che divertono e si divertono anche loro e non si stancano mai di cercare il gol e la giocata spettacolare, cercando di non scadere nella leziosità. Quando sbagliano pagano e il Brescia ne approfitta due volte, prima per il liscio di Caldara e poi per un errore di Tameze.

Ma in una partita che è un monologo atalantino (65 per cento di possesso palla nel primo tempo, 63 alla fine) la bellezza del calcio prodotto dai Gaspboys lustra gli occhi ai pochi che possono seguire la squadra allo stadio e a chi ha il piacere di vederla in tv. Pasalic fa il Papu in cabina di regia, Malinovskyi a volte gigioneggia col pallone ma lo mette dove vuole, de Roon arriva dove e quando serve, anima e cuore di una squadra che Gasperini ha costruito in maniera meravigliosa.

De Roon è il gran capitano di giornata, a bordo campo lo applaude capitan Papu, pronto a riprendere sabato a Verona il filo del gioco e dei gol: sono ora 93 in campionato, numeri da capogiro.

Ma l’Atalanta non ha le vertigini, Bergamo è altissima in Serie A e poi tornerà a giocarsi la Champions. Cara Dea, facci sognare ancora.

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