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“Aiuto, sono stata violentata”, l’incubo fuori dalla discoteca: arrestato un 23enne

A distanza di otto mesi i carabinieri di Cisano Bergamasco, con i Ris di Parma, anche grazie al dna riescono a incastrare il presunto responsabile

Una serata in discoteca, tra musica e divertimento, che si tramuta in incubo per una ragazza bergamasca, violentata nel parcheggio. A distanza di otto mesi i carabinieri della stazione di Cisano Bergamasco trovano le prove necessarie per arrestare il presunto responsabile dello stupro.

Domenica 27 ottobre 2019, il Covid è ancora una parola sconosciuta. Laura (nome di fantasia) ha 25 anni e abita in un paese della provincia. Con alcune amiche si reca in una nota discoteca dell’Isola Bergamasca. Un drink, qualche passo di ballo in pista e i primi corteggiatori che circondano la compagnia di ragazze.

Tra di loro un 23enne senegalese, senza fissa dimora e con una lunga lista di precedenti, che rivolge le sue attenzioni proprio su Laura. Tanto da seguirla fino all’esterno del locale, per poi riuscire a trascinarla in una zona isolata del parcheggio.

È qui che ha inizio l’incubo per Laura, abusata da quel ragazzo due anni più giovane di lei. Momenti drammatici, che sembrano interminabili, fino a quando la 25enne riesce a liberarsi e a scappare. Telefona a un amico e gli dice che ha bisogno di aiuto. Lui, sentendola in lacrime e disperata, chiama i carabinieri e spiega loro dove recarsi.

Sul posto arriva una pattuglia da Cisano, oltre al personale medico per soccorrerla. I militari ascoltano la sua versione dei fatti e, grazie alla descrizione che fornisce, si mettono subito alla ricerca dell’aggressore. Lo trovano ancora nel parcheggio, ubriaco, e quando si avvicinano lui inveisce contro di loro, cercando di aggredirli.

I carabinieri riescono a bloccarlo e lo conducono in caserma. Ma non ci sono (ancora) prove sufficienti per richiederne l’arresto e il 23enne viene solo denunciato in stato di libertà, sia per la violenza alla ragazza che per la resistenza alle forze dell’ordine. Viene rilasciato, ma iniziano subito le indagini coordinate dal sostituto procuratore Chiara Monzio Compagnoni.

I carabinieri di Cisano, in collaborazione con i Ris di Parma, cercano elementi che possano supportare il racconto della vittima. Gli accertamenti medici a cui viene sottoposta Laura appurano innanzitutto l’avvenuta violenza e la veridicità della sua ricostruzione.

Del caso si occupa in particolare il maresciallo Fabio Cortese. Lunghi mesi di complesse indagini, fino a quando arrivano le prove che inchiodano il senegalese. Tra queste il confronto del suo dna, prelevatogli quella sera in caserma, con quello rinvenuto sugli abiti della ragazza. A metà giugno il giudice per le indagini preliminari firma l’ordinanza con la misura cautelare della custodia in carcere.

Inizia la caccia del giovane, difficile da rintracciare perché non ha una dimora fissa. Nei giorni scorsi viene trovato nella zona della stazione ferroviaria di Bergamo, dove spesso si reca a dormire. Stavolta, quando vede i carabinieri di Cisano non reagisce e rimane in silenzio. Viene arrestato per violenza sessuale aggravata e condotto nel carcere di via Gleno, dove è rinchiuso in attesa del processo.

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