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Agroalimentare, un bergamasco su cinque fa la spesa dal produttore

La spesa dei bergamaschi è sempre più digital (trend accelerato dal Covid-19): due su tre sono propensi a utilizzare in misura crescente app e siti

Il Made in Italy, con le sue eccellenze del territorio, è sempre più presente nelle abitudini di spesa dei bergamaschi, al punto che uno su cinque (22%) ama acquistare generi agroalimentari direttamente dal produttore, scelti perché garanzia di qualità, cura dei prodotti e, molte volte, in virtù di un rapporto di fiducia con il produttore stesso.

Lo evidenzia l’Osservatorio Reale Mutua dedicato all’agricoltura e alle nuove abitudini di acquisto. Un dato molto significativo, soprattutto perché l’affezione al Made in Italy è una certezza cui può guardare l’intero mondo dell’agroalimentare del Paese, che, dopo le difficoltà degli ultimi mesi, si trova ora di fronte alla fase della ripartenza.

Non si tratta più, solo, di una spesa “alla vecchia maniera“: addirittura due bergamaschi su tre (66%) si dicono propensi a utilizzare in misura crescente app e siti per l’acquisto online e la consegna a domicilio di questi prodotti. Un trend, questo, che probabilmente la pandemia ha contribuito ad accelerare.

Dal campo alla tavola, Made in Italy e produzione locale vanno di pari passo con l’attenzione alla sostenibilità. Una parola che per più di un bergamasco su quattro (29%) evoca una filiera agricola a basso impatto ambientale, anche grazie all’uso della tecnologia, mentre un ulteriore 22% la associa al concetto di agricoltura a chilometro zero. Ma sostenibilità vuole anche dire stagionalità (27%) ed etichettatura bio (11%).

Non è un caso allora che i bergamaschi preferiscano i prodotti stagionali, perché più salutari (38%), capaci di sostenere l’economia agricola dei territori (29%), e con un minore impatto sull’ambiente (15%). E c’è anche chi li sceglie perché più buoni, dice, di quelli fuori periodo (16%).

Semaforo verde infine, tra le abitudini d’acquisto, anche per i prodotti dell’agricoltura biologica, altra area importante del Made in Italy, che vengono apprezzati soprattutto perché rispettano criteri di sostenibilità (51%) e fanno bene alla salute (15%).

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