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Intesa-Ubi, Apindustria Brescia a favore dell’Ops: “Serve un campione nazionale”

I vertici dell'associazione sottolineano che "non vogliamo e non è nostro interesse valutare la congruità economica dell'Ops: questo spetterà ai soci. Siamo, però, uno degli stakeholder del territorio e abbiamo, ovviamente, a cuore gli interessi dei nostri associati

“Le imprese, mai come in questo periodo, hanno bisogno dell’aiuto delle banche e del loro sostegno: banche forti e strutturate che le sappiano sostenere concretamente, senza debolezze o fughe, che lo sappiano fare con strutture snelle e reattive alle richieste delle imprese, che siano competitive nei costi e che quindi non scarichino sui clienti le loro inefficienze economiche o perdite. Ubi Banca è stata ben gestita ed ha saputo resistere alle varie crisi diventando uno dei principali player del Paese. Proprio per questo riteniamo che il percorso debba proseguire e vediamo con molto favore la creazione di un ‘campione nazionale’ come quello che Banca Intesa sta cercando di costruire”.

È quanto si sottolinea in una lettera dei vertici dell’associazione delle piccole e medie imprese di Apindustria Brescia, che si schiera a favore dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca.

“Crediamo altresì che anche Ubi Banca si rafforzerebbe all’interno di una nuova realtà che non avrebbe rivali in Europa e che, rimanendo italiana, saprebbe fronteggiare con autorevolezza la competizione globale”, scrivono il presidente di Apindustria Brescia, Douglas Sivieri, e la giunta di presidenza.

I vertici dell’associazione sottolineano che “non vogliamo e non è nostro interesse valutare la congruità economica dell’Ops: questo spetterà ai soci. Siamo, però, uno degli stakeholder del territorio e abbiamo, ovviamente, a cuore gli interessi dei nostri associati se non altro per i risvolti che questa importante partita potrà avere per le nostre pmi”. Le imprese “hanno bisogno di campioni patrimonialmente forti, che abbiano la forza di aiutarle concretamente a superare l’attuale mare in tempesta, non di certo di essere abbandonate”.

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