Espropriati per una miseria dalle torri di Zingonia: ora la sentenza triplica i rimborsi - BergamoNews
Anna e athena

Espropriati per una miseria dalle torri di Zingonia: ora la sentenza triplica i rimborsi

Decisivo il ricorso presentato da un gruppo di condomini, assistiti dall'avvocato Roberto Trussardi: la Corte d'Appello di Brescia ha più che triplicato l'indennità

Avrebbe dovuto essere un sogno urbanistico Zingonia, la città del futuro. Invece, si è trasformata in un incubo per gli abitanti di quelle famigerate torri che perfino al momento dell’abbattimento, un anno fa, si sono visti danneggiati dalla valutazione e dal prezzo ricevuto per l’esproprio.

Lunedì 6 luglio, però, grazie ai ricorsi patrocinati dall’avvocato Roberto Trussardi del foro di Bergamo, la lunga e travagliata vicenda dell’esproprio dei condomini Anna e Athena di Zingonia ha visto la sua conclusione. Dolce, per tutte quelle persone che lì, in quelle case, avevano fatto l’investimento di una vita.

I sei edifici, composti da 206 appartamenti e da numerosi negozi, erano andati via via degradandosi, con manifestazioni di forte disagio sociale. La Regione Lombardia, Aler Bergamo, il Comune di Ciserano ed altri comuni della zona sottoscrissero nel 2013 un accordo di programma che prevedeva l’esproprio degli edifici e il loro abbattimento.

Da allora hanno avuto inizio proteste e manifestazioni dei proprietari, a favore dei quali fu determinata un’indennità di soli 90 euro a metro quadro. Una somma talmente modesta da lasciare perplessi molti osservatori e commentatori. Un appartamento di 100 metri, ad esempio, veniva espropriato con un’indennità di soli 9mila euro anche se in anni lontani era stato acquistato a valori ben diversi.

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Paradossale la situazione di chi accese un mutuo di lunga durata per l’acquisto: il debito residuo ancora dovuto alla banca è spesso superiore all’indennità di esproprio. Ci sono persone che ancora pagano il mutuo nonostante l’appartamento sia stato demolito.

Nel 2019 i sei edifici sono stati sgomberati e rasi al suolo.

Contro la determinazione dell’indennità di esproprio hanno proposto ricorso – assistiti appunto dall’avvocato Trussardi – una quindicina di interessati, chiedendo che la Corte d’Appello di Brescia, competente per materia, determinasse il valore dell’indennità.

E la Corte d’Appello di Brescia, con ordinanze del marzo 2020 (in pieno lockdown per la pandemia da Covid-19) ha accolto le domande, più che triplicando l’indennità, ora fissata in 300 euro al metro quadro per gli appartamenti e in 150 euro al metro quadro per i box auto. Le decisioni della Corte D’Appello sono diventate definitive pochi giorni fa il 6 luglio.

Un aggravio di costi per il Comune di Ciserano e Aler, in particolare se anche altri espropriati, non essendo ancora prescritto il loro diritto, presenteranno ricorso sull’onda dei precedenti positivi e comunque un beneficio, per quanto modesto, per coloro che si sono visti portar via e demolire la casa acquistata con grandi sacrifici.

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