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Maxi operazione antidroga tra la Sardegna e Bergamo: 33 arresti video

L’operazione, denominata Dama, ha visto l’impiego di oltre duecento carabinieri che dall’alba stanno notificando i provvedimenti restrittivi ed eseguendo le perquisizioni a carico degli indagati.

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Duro colpo al narcotraffico tra la Sardegna e la Lombardia, in particolare la provincia di Bergamo. L’hanno inferto i carabinieri del Ros. All’alba di martedì, infatti, è scattata la maxi operazione. Ben 33 le ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari notificate dai militari dell’Arma.

carabinieri ros

Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione, denominata Dama, ha visto l’impiego di oltre duecento carabinieri che dall’alba stanno notificando i provvedimenti restrittivi ed eseguendo le perquisizioni a carico degli indagati. Al lavoro accanto al Ros tutte le componenti territoriali e specialistiche dell’Arma. Il blitz è scattato a Cagliari, nella zona del quartiere Sant’Elia in altri centri dell’Isola e in Lombardia nella zona di Bergamo.

Le ordinanze sono state richieste dalla Procura distrettuale ed emesse dal Gip di Cagliari.

Le indagini, condotte tra il 2018 ed il 2019 attraverso attività intercettive e servizi dinamici, hanno documentato l’operatività di due distinte associazioni dedite al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti operative in Sardegna ed in Lombardia.

La prima con a capo il pluripregiudicato cagliaritano Efisio Mura, operativa nell’area del popolare quartiere di S. Elia, capace di gestire una delle piazze di spaccio (in particolare cocaina ed eroina) più importanti del capoluogo, attraverso una rigida organizzazione gerarchica tra capi piazza, pusher e vedette in grado di produrre un volume di affari di un milione di euro al mese.

Un gruppo criminale particolarmente violento, che non esitava ad imporre la propria presenza tra i palazzi popolari costringendo con la forza inermi residenti a fornire le proprie abitazioni per far rifugiare i pusher in occasione dei controlli operati dalle forze dell’ordine.

Ruolo apicale nell’organizzazione veniva ricoperto da alcune donne, compagne di esponenti di vertice del sodalizio, le quali non solo condividevano le scelte criminali dei propri compagni ma fornivano un qualificato contributo nell’organizzazione dei turni di vedetta o nella spartizione dei proventi delle attività di spaccio.

L’autorità criminale del gruppo veniva ulteriormente confermata dalla capacità del Mura, una volta ristretto, nell’aprile del 2019, all’interno del carcere “Ettore Scalas” di Cagliari Uta, di continuare a gestire gli affari illeciti attraverso una rete di utenze cellulari introdotte clandestinamente all’interno della struttura penitenziaria, utilizzati anche per organizzare una rete di spaccio tra le mura carcerarie.

Le attività di indagine documentavano, inoltre, i contatti di membri del gruppo criminale (in particolare Pier Giorgio Mura, zio di Efisio) con qualificati appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta Barbaro-Papalia di Platì, operativa a Buccinasco (MI).

La seconda radicata tra la Sardegna e la Lombardia (in particolare nella provincia di Bergamo) con a capo l’anziano guasilese Umberto Sanna, noto trafficante sardo capace di garantire qualificati contatti con elementi criminali albanesi e calabresi stanziali nella provincia di Bergamo, che si rivelava una delle principali linee di rifornimento di narcotico per la provincia di Cagliari e Nuoro, capace di garantire l’immissione nel territorio isolano di circa 7 chili di cocaina al mese.

Per trasportare il narcotico, l’organizzazione si serviva di auto nelle quali veniva ricavato un doppio fondo e di una coppia di corrieri bergamaschi, che non esitavano a coinvolgere anche i propri figli minori per meglio dissimulare, come una famigliola in vacanza, la presenza in terra sarda.

A riscontro delle attività di indagine venivano recuperati e posti sotto sequestro 11 chili di cocaina pura e ricostruite aggiuntive importazioni di narcotico sull’isola per ulteriori 30 chili utili per il confezionamento di più di 180.000 dosi per lo spaccio al dettaglio.

In provincia di Bergamo sono state eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere per due residenti a Villa di Serio e Trescore Balneario, e un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a Seriate. Perquisizioni sono state eseguite tra Trescore, Gorlago e Osio Sotto.

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