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“Ciclisti, moto, skiroll: col sole la Nembro-Selvino è uno slalom per gli automobilisti”

Lo sfogo di un residente della zona, che mette in guardia dai tanti pericoli che si possono incontrare e chiede un po' più di prudenza a tutti gli occupanti della strada.

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Una strada meravigliosa, per il panorama che offre, ma altrettanto pericolosa quando il sole splende sulle giornate festive: è quella che collega Nembro a Selvino, teatro nelle scorse settimane anche di un avvistamento di due caprioli intenti a giocare sulla carreggiata.

A porre l’attenzione sul tema è un residente della zona:

“La famosa strada che collega Nembro allo splendido altopiano Selvino Aviatico, viene letteralmente invasa ogni volta che il sole illumina e riscalda una qualsiasi giornata festiva.

Il povero automobilista allora, si ritrova dunque obbligato ad un difficilissimo slalom, un po’ come uno sciatore alle prese con la spaventosa Corbet’s Couloir (Wyoming).

Le curve che portano alla cima sono invase, letteralmente invase, da centinaia di ciclisti con tutine dalle mille fantasie e colori. Si passa dai singoli e rispettosi amanti delle due ruote a veri e propri sciami che si impossessano dell’intera corsia, impedendo qualunque tentativo di sorpasso.

La strada poi ospita anche decine e decine di motociclisti, una categoria che una volta allacciato il casco sembra divenire invincibile, addirittura immortale! Sfrecciano ad alta velocità con traiettorie pericolosissime non curanti degli altri e dell’altissimo rischio che corrono.

Si aggiungono poi praticanti dello skiroll, gruppetti di persone intente a camminare tranquillamente e qualche sporadico corridore.

Insomma, il malcapitato automobilista, prima di imboccare la strada deve farsi il segno della croce e sperare di arrivare a destinazione senza essere causa o egli stesso vittima di incidenti, a volte purtroppo anche molto gravi.

Non ho una soluzione a questa situazione, ma credo vivamente che ognuno di noi, prima di intraprendere questa strada o una qualsiasi altra stradina di montagna debba avere come compagno di viaggio la prudenza”.

Lettera firmata

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