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Atalanta, a Cagliari un’altra perla: per l’ottava vittoria consecutiva basta Muriel

I nerazzurri continuano a volare nonostante l'ampio turnover: molto bene gli esordi dal 1' di Sutalo e Tameze

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La banda di Gasperini a Cagliari regala un’altra perla.

Nonostante un ampio ricambio a livello di formazione con gli esordi di Sutalo e Tameze e la partenza dalla panchina del trio delle meraviglie (Gomez, Ilicic, Zapata), l’Atalanta riesce a sbancare pure la Sardegna Arena infilando l’ottava vittoria di fila (dieci se si considera anche la doppia sfida di Champions contro il Valencia).

La vera pecca dei nerazzurri scesi in campo in terra sarda sta nel non aver chiuso la pratica molto prima del 90′: nonostante ventidue conclusioni verso la porta sarda e l’espulsione al 27′ di Carboni, la formazione orobica ha dovuto soffrire fino alla conclusione le ripartenze degli uomini di Zenga.

Il triplice fischio del direttore romano viene quindi salutato con un’esultanza liberatoria. Brillare sempre, soprattutto ora in questo finale di stagione così inedito, è quasi impossibile.

Il merito della Dea è riuscire a trovare la via del successo e della continuità assente in altre squadre come Lazio e Inter che, complice le loro rispettive sconfitte, si trovano rispettivamente a cinque e una lunghezza di distanza

Per confermarsi tra le prime quattro alla banda di Gasperini basterà vincere 3 delle ultime 8 giornate, poi si potrà pensare a migliorare il piazzamento e il record di punti in Serie A.

Intanto la Final Eight di Champions League si avvicina sempre più.

Le pagelle

Sportiello 6: Nessun intervento degno di nota, sul gol (poi annullato) di Simeone non può far nulla. Bravo e sicuro nelle poche uscite alte che deve compiere.

Sutalo 6,5: Non male l’esordio da titolare in Serie A per il croato. Non va mai in completo affanno, anche se nella ripresa in occasione di qualche ripartenza si fa scappare Joao Pedro. (Toloi 5,5: Tanta foga, ma altrettante sbavature anche in situazioni elementari).

Caldara 7: Non parte benissimo regalando la palla dell’illusorio vantaggio di Simeone. Con il passare dei minuti si fa valere gestendo bene gran parte delle circostanze ed entrando sempre nell’impostazione della manovra, soprattutto sull’argentino nelle sfuriate finali.

Palomino 7,5: Non perde mai la bussola per tutta la durata del match e spesso rimedia ad errori di compagni mettendo una pezza con buoni anticipi e stop.

Hateboer 6: Sfonda poco sulla destra, anche se è comunque sempre presente nelle triangolazione in quella zona di campo. All’inizio del secondo tempo riesce però a colpire un palo su invito di Castagne. (Gosens 6,5: Prova a dare vitalità e freschezza alla Dea, tentando il tiro dal cuore dell’area, ma Cragno blocca la sfera sul primo palo).

De Roon 7: Grande lancio quasi spaziale a pescare Malinovskyi in occasione del calcio di rigore conquistato dall’ucraino. L’olandese rimane lucido anche nei momenti più delicati e resta una certezza nel cuore del gioco.

Tameze 7: Si fa assolutamente valere a centrocampo con ottima personalità ed anche una certa eleganza, occupando praticamente tutto il campo in verticale. Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, nei pressi dell’area di rigore risulta lezioso.

Castagne 6,5: Non è arrembante come al solito, ma rimane pur sempre prezioso, soprattutto quando passa sulla fascia destra.

Pasalic 6,5: Va vicinissimo alla rete con un colpo di testa che sibila vicino al palo. Le sue intenzioni son sempre buone, ma spesso pecca di poca lucidità. (Gomez 6: Entra in campo e varia continuamente posizione. Non è autore in giocate indimenticabili, ma è bravo comunque a trovare falli che spezzano il ritmo gara).

Malinovskyi 7: Sembra un piccolo toro, una spina costante tra le linee, che prende botte a destra e manca, conquista rigore ed espulsione e, anche quando perde palla, lo si vede subito rincorrere l’avversario con ottimo pressing. Avrebbe forse meritato di giocare qualche minuto in più. (Ilicic 6: Non è sicuramente ancora al top. In campo qualche errore di misura lo commette, nel finale va vicino due volte al gol della tranquillità, ma trova l’opposizione di Cragno).

Muriel 7: Si muove bene in campo, colpisce un clamoroso montante, confermandosi letale dal dischetto. Ancora decisivo, stavolta lo è dal primo minuto. (Zapata 6: Prova a lottare, anche senza fare la differenza, riuscendo al tempo stesso a tener alta la squadra).

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