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Pareva impossibile, ma a 2 anni dalla caduta dal bus Letizia torna a camminare

Nel giugno del 2018 una emiplegia da trauma causata da un’assurda caduta dal pullman l'aveva costretta sulla sedia a rotelle. Ora, dopo un intervento e tanta riabilitazione, la 19enne di Roncobello ha abbandonato la sedia a rotelle

“Quando guardo mia figlia camminare faccio fatica a crederci: non mi sembra vero”. Del resto i dottori nel giugno del 2018 avevano dato ben poche speranze a Monica Milesi: sua figlia Letizia non avrebbe più potuto camminare autonomamente, le avevano detto, troppo grave quell’emiplegia da trauma causata da un’assurda caduta dal pullman che la riportava a casa, nella sua Roncobello, dopo una giornata di scuola.

Ma di abbandonare la speranza, Letizia e Monica, non ne hanno mai voluto sapere.

E ora, dopo un intervento in Texas (nell’ottobre del 2019) e tanto lavoro di riabilitazione al Point di Dalmine con le tecniche innovative del luminare Viktor Terekhov, la 19enne bergamasca ha definitivamente abbandonato la sedia a rotelle. Perché cammina da sola, senza bisogno di nessun aiuto.

“Letizia ha iniziato ad abbandonare la sedia a rotelle a fine febbraio – spiega la madre -. Poi purtroppo il lockdown ci ha costretti a sospendere il lavoro con Viktor, ma mia figlia è una che non si arrende e durante le settimane di chiuso ha continuato ad allenarsi senza sosta, ogni giorno. A maggio, quando siamo tornate a Dalmine, tutti hanno notato i progressi impressionanti fatti da Letizia nei due mesi precedenti. Da allora ha lasciato anche la stampella che la aiutava a camminare”.

Il cammino verso la completa ripresa non è comunque terminato: “Il piede non è ancora al cento per cento, ma ci arriveremo – continua Monica Milesi -. E ora con Viktor stiamo concentrando tutte le attenzioni al braccio e alla mano destra: la speranza è che anche quelli possano tornare alla completa mobilità autonoma”.

Traveling from Italy to San Antonio, 19-year-old Letizia Milesi made her first trip to America to receive a…

Pubblicato da Methodist Healthcare System su Giovedì 2 luglio 2020

Il caso di Letizia, intanto, è stato raccontato anche negli Stati Uniti, sulla pagina Facebook dell’ospedale Methodist Healthcare System: “Anche loro sono rimasti stupiti dal recupero di mia figlia” conferma, felicissima, la madre.

E non è finita qua. Perché l’associazione ““Sulle ali di un sogno”, inizialmente nata per raccogliere fondi per l’operazione di Letizia negli Stati Uniti e oggi ancora attiva per sostenere la ricerca per studiare nuove terapie per casi simili a quelli della 19enne, finanzierà una borsa di studio all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che si occupa di sviluppare sistemi impiantabili per il recupero di funzioni sensori-motorie in soggetti disabili: “Vogliamo sostenere lo sviluppo di una neuroprotesi visiva basata sulla stimolazione intraneuronale del nervo ottico. Questo grande risultato – sottolinea Monica Milesi – ci da nuovamente la possibilità di ringraziare tutti coloro che hanno creduto nella nostra associazione e ci sono stati accanto con piccole e grandi donazioni, perché ci hanno permesso di investire per un futuro di salute, sostenendo la ricerca ed i ricercatori italiani”.

Per chi fosse interessato, è possibile sostenere l’associazione “Sulle ali di un sogno” attraverso la donazione del 5X1000.

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