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Elaborare il dolore causato dal Covid con l’aiuto dell’arte: in Gamec laboratori gratuiti

Ci illustra l’iniziativa Giovanna Brambilla, responsabile dei Servizi Educativi Gamec. “Questo è un percorso che aiuta a medicare le ferite e a trovare le energie per ripartire"

C’è la giustizia, doverosa, da perseguire nei tribunali per le vittime della strage-Covid, che nelle province di Bergamo e Brescia ha registrato numeri più alti che in interi Stati.

E c’è la rielaborazione del dramma, necessaria, per uscire dalla fase del lutto e del black out emotivo e per guardare nuovamente al futuro con risorse positive.

Per molti, colpiti direttamente dalla perdita di famigliari, non si può pensare a una cosa senza l’altra. Ma è certo che i tempi e i modi della ripresa individuale e interiore non si possono in alcun modo delegare alle azioni giudiziarie.

In attesa delle risposte delle istituzioni preposte, altre istituzioni, quelle culturali, cercano di fornire supporto e direzione ai percorsi personali di “uscita dal tunnel”.

La Gamec di Bergamo, che dal 22 marzo al 26 maggio ha accompagnato i cittadini con trasmissioni radio quotidiane in diretta Instagram, propone in queste settimane una serie di laboratori gratuiti “di rielaborazione del dolore e condivisione della memoria”. I Servizi Educativi Gamec hanno già avviato il progetto, che proseguirà fino a settembre e oltre per un totale di otto laboratori di tre incontri (da due ore ciascuno), condotti da mediatori umanistici della Caritas Bergamasca e da operatori Gamec.

Ci illustra l’iniziativa Giovanna Brambilla, responsabile dei Servizi Educativi Gamec. “Questo è un percorso che aiuta a medicare le ferite e a trovare le energie per ripartire. È una strada di rielaborazione del dolore, è memoria generativa: quando cioè la memoria diventa forza per trovare e fare altro. E questo si può fare insieme a figure professionali come i mediatori umanistici, nel nostro caso Filippo Vanoncini e Giulio Russi, e l’educatrice museale Camilla Marinoni, molto brava, la quale gestisce il terzo incontro che serve a dare un aspetto reale, concreto, materiale a questo iter: verrà infatti creato un elaborato, un oggetto che incarnerà la riflessione sul percorso fatto.”

Come è nata l’idea?

Questa primavera avevamo in corso la progettazione della summer school e quando ci siamo resi conto che non si sarebbe potuta fare, abbiamo ripensato la formula. Dal momento che il museo nasce dalla memoria, il museo è un luogo che vuole fare memoria delle cose. Ma non perché le cose sono finite, piuttosto perché la memoria qui si fa generativa e aiuta a riflettere, a costruire il futuro mentre si comprende il passato. Quindi ci siamo detti: se il museo è espressione della collettività e luogo della memoria, questi due concetti collettività e memoria, che sono nelle corde della Gamec, possono diventare un relais insieme alla competenza dei mediatori umanistici di Caritas. Abbiamo pensato che il fatto che tutto questo avvenisse in un museo gli desse un significato etico ancora più forte.

Per chi sono pensati questi laboratori?

I laboratori sono aperti a tutte le persone segnate dal Covid. Chi lavora in Ats, medici, personale sanitario, così come i famigliari che hanno perso parenti o persone che non hanno subìto lutti ma che si sono sentite spaesate davanti a tutto questo e hanno una paura da gestire, vogliono essere accompagnate nel loro percorso di riflessione. Alcune richieste nuove, giunte in questi giorni, sono da parte di insegnanti e questo è un dato che non ci aspettavamo: sono insegnanti che nel periodo del lockdown hanno avuto alunni segnati dalla perdita di loro parenti, che non hanno potuto gestire la cosa con i compagni, non hanno avuto la vicinanza dei pari. Stiamo pensando quindi ad almeno tre laboratori presso le scuole, le quali potranno inserirli nel percorso di cittadinanza e costituzione, a partire da settembre.

Scommettere sulla cultura per l’uscita dalla crisi: a Bergamo è possibile?

Avevamo bisogno che l’impotenza, la fatica di questi mesi non diventasse un freno a mano tirato. E che il nodo che ci stringeva potesse scogliersi. Allora abbiamo trasformato un seminario pensato per la summer school in un percorso. L’assessore Marzia Marchesi alla Cittadinanza, Pace e Legalità ha dato un grande contributo al progetto, dirottando un cifra pensata per un altro lavoro poi annullato dal lockdown. C’è stato anche il contributo di un socio del Rotary Club città alta che qualche anno fa ci aveva aiutato con progetti legati alla casa circondariale. Sono interventi molto importanti. In questo momento in cui i musei come le altre istituzioni culturali sono in ginocchio, questo appoggio è fondamentale per tornare a credere nella costruzione del presente e del futuro.

I prossimi appuntamenti già fissati saranno il 7, 14, 21 luglio dalle 15 alle 17 e il 29 agosto, 5, 12 settembre, dalle 10 alle 12.

Per chi è interessato, contattare giovanna.brambilla@gamec.it

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