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La settima meraviglia: l’Atalanta mette KO anche il Napoli

Gli uomini di Gasperini tra il pre-lockdown (Fiorentina, Roma e Lecce) e il rientro (Sassuolo, Lazio, Udinese e appunto Napoli), hanno infilato sette successi, uno dietro l’altro, stabilendo l’ennesimo record.

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Altro giro, altra vittoria per gli uomini di Gasperini che, tra il pre-lockdown (Fiorentina, Roma e Lecce) e il rientro (Sassuolo, Lazio, Udinese e appunto Napoli), hanno infilato sette successi, uno dietro l’altro, stabilendo l’ennesimo record. Nella storia neroazzurra in Serie A, infatti, gli orobici si erano fermati a strisce di sei vittorie consecutive.

Neanche una delle formazioni più in forma del momento come quella partenopea è riuscita a fermare questa Dea. Un’Atalanta che ha saputo leggere con grande intelligenza tattica e accortezza le fasi della gara : un primo tempo molto ordinato, magari meno arrembante di quanto ci si è abituati, con un baricentro più basso atto a contenere la forza offensiva azzurra.

L’undici bergamasco ha lasciato il possesso agli uomini di Gattuso, che al di là di qualche sporadica conclusione non hanno creato particolari problemi.

Ad inizio ripresa i padroni di casa hanno premuto subito sull’acceleratore e in dieci minuti hanno chiuso la pratica con le reti di Pasalic e Gosens, in particolare quest’ultima nata da una transizione coinvolgente tutta di prima tra Toloi, Castagne e il terzino tedesco.

Trovato il doppio vantaggio, i neroazzurri sono tornati ad amministrare senza rilevanti acuti ma senza nemmeno concedere molto (la più ghiotta occasione è capitata a Fabian Ruiz) sapendo che in questa fase di stagione così condensata la gestione dei momenti e delle energie non è fondamentale, ancora di più.

Grazie a questo successo l’Atalanta allontana quasi definitivamente le inseguitrici: la Roma (sconfitta in casa dall’Udinese) ora si trova ora a dodici punti, il Napoli a quindici, e con entrambi lo scontro diretto è a favore della squadra bergamasca. Servirà in queste ultime nove giornate gestire questo vantaggio accumulato con testa senza mai abbassare la guardia.

Le pagelle

Gollini 6: Nelle uscite basse è ormai un professore. Sbaglia in un’unica circostanza quando respinge male la palla sui piedi di Milik che insacca, ma il polacco è in off-side.

Toloi 7: Sempre in costante appoggio alla manovra, è protagonista della bellissima azione che porta al raddoppio fornendo pure l’assist decisivo con un tiro strozzato (Sutalo SV)

Caldara 7: Dopo qualche affanno nella lettura della gara contro l’Udinese, si dimostra finalmente giocando sui tempi d’anticipo quasi alla perfezione. (Palomino 6,5: Non doveva essere nemmeno della partita, è risultato il primo cambio. Fisicamente sta bene e riesce a contenere bene.)

Djimsiti 6,5: Non perde mai la misura, non finisce mai in affanno, si conferma su ottimi livelli fisici (Hateboer SV)

Castagne 7,5: Spinge e difende senza soluzione di continuità e aumenta i ritmi con il passare dei minuti. Ottima l’assistenza in occasione del 2-0, il duetto tutto di prima con Toloi è da rivedere in loop.

De Roon 7: Lotta come un dannato di un girone infernale dantesco, recupera palloni come non ci fosse un domani. Sostanza a non finire

Freuler 7: Parte sottotono, ma non appena riesce a prendere le misure torna a cucire il gioco e schermare Fabian Ruiz e Lobotka con buona efficacia.

Gosens 7: Nei primi quarantacinque minuti commette qualche fallo di troppo e pare sulle gambe, ma nella seconda parte di gara riesce a timbrare ancora. Nono sigillo in campionato, niente male per un terzino

Pasalic 7,5: Aiuta il centrocampo nel lavoro di schermare e contrastare le iniziative partenopee. Sblocca la gara con un inserimento in area e un colpo di testa che trafigge Meret. (Tameze SV)

Gomez 8,5: Continua a sfornare prestazioni eccellenti in tutta la propria completezza. Recupera palloni, rincula in difesa, imposta da dietro, fornisce assist (15esima stagionale) e gestisce quasi da solo i ritmi della gara. Un “tuttocampista” davvero di alto tasso qualitativo. (Muriel SV)

Zapata 7: Non segna, ma compie un grande lavoro pieno di fisicità e prestanza atletica contro gente come Koulibaly e Maksimovic.

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