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Il maltempo colpisce ancora l’agricoltura bergamasca: tetti scoperchiati e mais spianato

Nella Bassa in diversi appezzamenti il mais è stato allettato e un po’ ovunque sono stati abbattuti alberi

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“Un vento fortissimo e una pioggia battente nel giro di pochi minuti hanno scoperchiato metà del tetto del capannone dove si trovano le capre in lattazione e il foraggio per la loro alimentazione”. Così Francesco Cornalba della cascina Amigoni di Misano Gera D’Adda descrive ciò che è successo ieri sera verso le 21,30 durante il temporale che ha sferzato la zona.

“Le raffiche erano così violente che hanno divelto non solo i pannelli che ricoprivano il tetto ma anche i travetti in cemento che li sorreggevano – dice Francesco Cornalba – . La pioggia ha bagnato il mangime e il fieno che avevamo appena raccolto e stoccato, causando un vero e proprio disastro. Purtroppo è la seconda volta in un anno che il maltempo danneggia pesantemente la mia azienda”.

Secondo una prima ricognizione dei tecnici di Coldiretti Bergamo nella zona di Treviglio, Caravaggio, Calvenzano, Misano Gera D’Adda e Brignano Gera D’Adda in diversi appezzamenti il mais è stato allettato e un po’ ovunque sono stati abbattuti alberi.

danni maltempo

La bufera ha colpito anche l’azienda Castelli e Piazza (cascina Filippo) di Brignano Gera D’Adda. “Il tetto del capannone adibito a ricovero per i trattori e le attrezzature – racconta Giulia Piazza, una titolare – è stato interamente sollevato e scagliato a 200 metri di distanza. Lo avevamo rifatto da poco, per la nostra azienda è un bel danno. Anche la nostra abitazione si è allagata, in poco tempo ci siamo trovati acqua ovunque”.

Si registrano danni anche all’agriturismo Molino dei Frati di Trescore Balneario che è stato completamente allagato, con l’acqua e il fango che hanno invaso la sala al piano terra e il magazzino. La furia del vento ha distrutto anche alcuni gazebo esterni.

Questi eventi estremi, sottolinea Coldiretti Bergamo, sono una conferma dei cambiamenti del clima che si avvertono anche in Italia dove la primavera 2020 è stata la nona più bollente dal 1800 secondo Isac Cnr che ha rilevato una temperatura superiore di 0,84 gradi la media.

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