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Soldi per non rivelare rapporto con ragazzo: la denuncia di un parroco

Una decina di giovani brianzoli a processo: avrebbero minacciato il prete, bergamasco, di rendere pubblico l'episodio e lui avrebbe pagato seimila euro

La vicenda è venuta alla luce grazie a un parroco bergamasco che si era rivolto ai carabinieri raccontando di essere stato costretto a pagare seimila euro un ragazzo con cui aveva avuto un rapporto sessuale in un parcheggio, affinché non lo rendesse pubblico. Da lì è emerso un altro caso simile, che ha coinvolto un altro prete brianzolo.

Una decina di ragazzi brianzoli, oltre al protagonista anche alcuni suoi amici che lo avrebbero aiutato a minacciare i sacerdoti, sono così finiti a processo. Alcuni di loro vennero arrestati a giugno dello scorso anno con l’accusa di estorsione.

Il prete bergamasco, secondo la sua ricostruzione ai carabinieri, qualche mese prima aveva visionato una chat di appuntamenti e aveva organizzato un incontro con una persona che, ha detto, credeva fosse una donna. Si erano ritrovati nella zona del cimitero di Bernareggio, in Brianza. Ma nell’auto su cui era salito c’era un ragazzo. Circostanza che però non lo aveva bloccato. Avevano pattuito la somma di 20 euro per un approccio sessuale preliminare.

Terminato l’incontro, per il sacerdote è iniziato un incubo, con telefonate minatorie di ragazzi – amici di quello che aveva incontrato e lui stesso – intenzionati a diffondere la notizia.

Fino all’incontro, nel parcheggio di un centro commerciale, con le stesse minacce, che il parroco avrebbe cercato di zittire pagando seimila euro. Nelle settimane successive, di fronte a nuove richieste estorsive, ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine.

Gli stessi giovani, sarebbero coinvolti nel secondo caso, con un prete brianzolo che aveva stretto un legame con un paio di suoi studenti di religione. Poi, le minacce.

Ora i ragazzi sono a processo a Monza, con rito abbreviato. Il pm Marco Santini ha chiesto la condanna per tutti: per tre con pene dai 2 anni di reclusione ai 5 anni, mentre gli altri hanno chiesto il patteggiamento della pena. La sentenza è attesa per il 21 luglio.

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