La Polizia arresta una donna e scopre una stamperia di documenti falsi - BergamoNews
Zogno

La Polizia arresta una donna e scopre una stamperia di documenti falsi

R. R., 49 anni, era destinataria di provvedimento di cattura emesso a maggio dalla Procura per il quale deve espiare 8 anni e 4 mesi per associazione a delinquere, truffa, simulazione di reato e ricettazione

La Polizia di Stato, a seguito di una celere indagine, ha arrestato una donna scoprendo una stamperia abusiva in cui venivano creati e falsificati documenti.

Nello specifico, il personale della Sezione ‘Criminalità Organizzata’ della Squadra Mobile aveva iniziato un’intensa attività di ricerca nei confronti di una 49enne italiana, R. R., destinataria di provvedimento di cattura emesso lo scorso maggio dalla Procura di Bergamo per il quale deve espiare 8 anni e 4 mesi con l’accusa di associazione a delinquere, truffa, simulazione di reato e ricettazione.

La donna si era resa irreperibile ma l’attività investigativa degli agenti consentiva di individuare un appartamento a Zogno e ovviamente non riconducibile al soggetto, dove la stessa si era da qualche mese rifugiata.

Alle prime ore di mercoledì 1 luglio, gli uomini della Squadra Mobile con la collaborazione della Polizia Locale di Zogno, facevano accesso nello stabile in questione, nonostante l’iniziale opposizione della donna e del compagno V. C., classe 1983, nato in Romania.

Prima di consegnarsi agli agenti, tuttavia, la coppia aveva provato a disfarsi, gettandoli da una finestra, di uno smartphone e una chiavetta Usb prontamente recuperati dagli uomini della Mobile.

La successiva perquisizione domiciliare consentiva di rinvenire numerose patenti di guida e permessi di soggiorno italiani, tutti artefatti in modo grossolano, varie copie di ricevute per convocazioni per richieste di permesso soggiorno e altre copie di passaporti stranieri riferibili a pratiche amministrative riguardanti il soggiorno di cittadini extracomunitari, svariate certificazioni di idoneità abitativa, comunicazioni di ospitalità e certificati di residenza, tutti apparentemente rilasciati da Comuni della provincia bergamasca, e sulla cui natura verranno svolti ulteriori accertamenti, per un totale di circa un centinaio di documenti nonché altre carte e strumentazione idonea alla fabbricazione e contraffazione: notebook, stampante a colori, taglia documenti, normografo, hard disk, chiavette Usb e moduli di ogni genere.

I due sono stati inoltre deferiti per il reato ex articolo 482 del codice penale (“falsità materiale commessa dal privato”) e la donna portata in carcere a Bergamo.

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