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Bonus vacanze, albergatori tiepidi: “Non aiuta, meglio i soldi del credito d’imposta”

Le associazioni di categoria spiegano le ragioni per cui, al momento, l'incentivo fa gola al cliente ma non soddisfa gli operatori: "Dopo mesi di lockdown si chiede loro di rinunciare ancora a liquidità fondamentale".

Il bonus vacanze, in vigore da mercoledì 1 luglio, fa gola ai clienti, ma non entusiasma gli albergatori bergamaschi (leggi qui) la misura scelta dal Governo per provare a stimolare i consumi anche nel settore turistico per ora non ha trovato l'auspicato riscontro dagli imprenditori, frenati dalle modalità di rimborso previste.

Ma anche molti utenti, pur ingolositi dallo sconto, si sono già scontrati con un complicato processo di registrazione che richiede una certa familiarità e dimestichezza con la tecnologia.

Secondo il ministro Dario Franceschini, però, l'incentivo sta funzionando:

“Per usare un eufemismo, l'accoglienza per la misura nella nostra provincia è stata tiepida – ammette Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo – In questo momento non vedo una grande attenzione degli operatori su questo strumento, ma le ragioni che non lo rendono troppo desiderabile sono abbastanza comprensibili. L'impianto base del bonus vacanze prevede che gli albergatori scontino dell'80% il conto finale, somma che poi si trasforma in credito d'imposta. Significa che nelle loro casse non entra liquidità e in questa fase non se lo possono permettere”.

Molti operatori, soprattutto nelle Valli o sul Sebino, abbinano infatti l'attività ricettiva a quella di ristorazione, altro settore rimasto a secco o quasi durante il lockdown: “Chiaramente chi non ha incassato nulla in quella fase ora ha bisogno di una forte iniezione di contante – continua Fusini – Tanti, quindi, rimangono ancora alla finestra in attesa di capire l'evolversi della situazione e vedere quante prenotazioni arriveranno a prescindere da questo voucher: il tema è legato anche alla richiesta da parte del cliente”.

Richieste che, data la tortuosa procedura necessaria per ottenere il voucher, al momento non paiono così massive: “Per i consumatori è senza dubbio un'opportunità – sottolinea il direttore di Ascom Bergamo – Ma la tendenza sembra chiara anche per loro: il leitmotiv delle vacanze di quest'anno prevede soggiorni più brevi e in località più vicine a casa”.

"Credo che l'idea di base di aiutare le famiglie e al tempo stesso incentivare il turismo locale fosse buona, ma diciamo che utenti e alberghi non sono stati messi nelle condizioni più semplici per sfruttarla - aggiunge Cesare Rossi, vice direttore e responsabile dell'area turismo di Confesercenti Bergamo - Da non sottovalutare il fatto che per ottenere il voucher vengono richieste anche determinate capacità digitali: dopo aver fatto l'Isee, serve richiedere l'identità digitale, scaricare un'app, ricevere un Qr code...Per le famiglie è un'opportunità, ma non era più facile e immediato un buono come quello della dote scuola?".

Dal lato imprenditoriale, Rossi ribadisce: "Le strutture hanno bisogno di liquidità, mentre in questo modo si sta chiedendo di fare un 'debito'. Coperto, certo, ma il recupero tramite credito di imposta mi lascia un po' perplesso. Per fortuna che la misura, alla fine, ha incluso anche b&b e agriturismi, che in una prima fase non sembravano considerati: attenzione però in fase di prenotazioni, perchè il bonus non può essere sfruttato tramite portali come booking o airbnb. Come spesso accade un'iniziativa positiva nelle intenzioni rischia di arenarsi dietro le solite complicazioni all'italiana".

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