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La Roncola come l’Everest, Matteo Fantoni e Stefano Baffi la scalano per 18 volte

Nonostante pioggia e stanchezza hanno superato l'altezza del Monte Everest, convenzionalmente fissata a quota 8848 metri,

Sette chilometri di lunghezza, 532 metri di dislivello, 8 % di pendenza media: bastano questi dati per descrivere la salita della Roncola, una delle ascese più amate dai ciclisti bergamaschi. Utilizzata in passato da Fabio Aru per “testare la gamba” prima delle gare, il declivio mette spesso in difficoltà anche i corridori più allenati.

Non è certamente il caso di Matteo Fantoni e Stefano Baffi che hanno scalato il pendio per ben diciotto volte, superando così l’altezza del Monte Everest convenzionalmente fissata a quota 8848 metri.

“Da quando siamo juniores che affrontiamo ‘avventure’ particolari in bicicletta, per esempio lo scorso anno siamo andati al mare in bici – ha sottolineato il 20enne di Osio Sotto -. Essendo un periodo in cui non si svolgono gare, abbiamo deciso di accettare questa sfida personale avanzataci da Marco Rocca, uno degli specialisti di questo settore”.

Partiti in piena notte, il portacolori della Velo Racing Palazzago e l’alfiere della Cycling Development Guerciotti hanno affrontato le intemperie che hanno caratterizzato la loro sfida, percorrendo 244 chilometri in 13h18’6”.

“Siamo partiti poco dopo mezzanotte con la pioggia battente per cui in discesa avevamo anche a fare con il freddo – sottolinea il 21enne cremasco -. Nel finale abbiamo avuto un calo che, grazie al supporto che siamo riusciti a darci a vicenda, siamo riusciti a sconfiggere”.

Lo stop prolungato a causa del Coronavirus non ha scoraggiato il 19enne di Osio Sotto e il 21enne cremasco che hanno superato senza grossi problemi la mancanza di allenamento. “La voglia di  raggiungere questo obiettivo ci ha spinto a portare a termine tutto ciò, anche l’assenza di luce che all’inizio non mi permetteva di veder bene la strada – conclude Fantoni -. Sicuramente la testa è
stata una componente fondamentale per la buona riuscita dell’impresa perché rimanere in sella sulla stessa salita per così tante ore non è complesso”.

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