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Il lungo recupero dopo il Covid-19: Giancarlo racconta l’esperienza in Habilita Sarnico

Superato il picco di accessi di pazienti con il Covid-19, per chi è guarito dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva è tempo di effettuare un percorso di riabilitazione

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Superato il picco di accessi di pazienti con il Covid-19, ora è tempo, per chi è guarito dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva, di effettuare un percorso di riabilitazione per recuperare tutte le funzionalità che si sono perse durante il ricovero. In Habilita Ospedale Faccanoni di Sarnico è ricoverato Giancarlo, originario della provincia di Brescia, che, dimesso dalla terapia intensiva della Poliambulanza di Brescia, sta ora concludendo il suo percorso riabilitativo nella struttura del basso Sebino. Giancarlo, durante la terapia intensiva, è stato sottoposto a ventilazione con relativa tracheostemia.

Habilita

A parlare della situazione di Giancarlo è la logopedista di Habilita Sarnico, la dottoressa Greta Peiti che l’ha seguito ogni giorno per aiutarlo a recuperare la capacità di deglutire. “Durante il periodo di sedazione – spiega la dottoressa Peiti – Giancarlo è stato alimentato tramite sondino naso gastrico. Giancarlo, avendo avuto un coinvolgimento periferico nervoso con coinvolgimento dei nervi cranici deputati alla deglutizione, ha necessitato di un lungo e intenso percorso di riabilitazione logopedica rivolto alla ripresa dell’alimentazione per bocca”.

Habilita

Come è stato il suo percorso?

Non è stato immediato. I miglioramenti hanno richiesto diverse settimane di duro lavoro. Dopo circa un mese abbiamo avviato l’alimentazione per bocca con cibi semi solidi e omogenei. Oggi possiamo dire con soddisfazione che Giancarlo è riuscito a riacquisire le abilità compromesse. Vista la singolarità del caso, insieme al team multidisciplinare, abbiamo deciso di studiarlo e approfondirlo con l’obiettivo di pubblicare un articolo scientifico in modo che possa essere utile alla comunità scientifica.

Abbiamo allora incontrato Giancarlo che ha voluto raccontarci la sua storia. “Tutto è iniziato nel mese di aprile quando ho iniziato ad avere qualche linea di febbre. La situazione, in seguito, è andata progressivamente peggiorando, tanto che mia moglie, preoccupata, ha deciso di chiamare il 118”.

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Poi cosa è successo?

«Sono stato portato all’ospedale dove mi hanno fatto una lastra toracica. Sono rimasto lì poco, circa mezz’ora e poi mi hanno rimandato a casa. Qui, però, la situazione è andata peggiorando. Facevo fatica a respirare, la tosse era sempre più insistente e la febbre saliva. Mia moglie mi ha quindi portato alla Poliambulanza dove sono stato ricoverato. Qui mi hanno fatto indossare diverse maschere e caschi per la respirazione. Una notte la situazione è peggiorata ulteriormente. La saturazione scendeva e tutti i parametri indicavano l’aggravarsi delle mie condizioni. I medici hanno quindi deciso di intubarmi».

Poi la situazione è migliorata?

Sì, un po’ alla volta ho recuperato. Ma è stato un percorso durissimo e lungo. Tra l’altro sono stati coinvolti anche in nervi cranici della deglutizione e questo mi ha creato non pochi problemi una volta uscito dalla terapia intensiva.

Quindi è arrivato in Habilita Sarnico

Esatto. Qui l’obiettivo è stato quello di recuperare tutte le abilità che sono state compromesse a causa del lungo allettamento e dall’infezione. I primi tempi non sono stati facili. La logopedista Greta mi ha aiutato molto. All’inizio non riuscivo a deglutire e avevo molta paura di non poter recuperare. Invece, un po’ alla volta, sono stato in grado di controllare i muscoli e riacquisire la capacità di deglutizione. Greta è stata bravissima ed era felice quando ha visto i progressi che sono riuscito a fare. Qui a Sarnico mi sono trovato davvero molto bene: sono seguito con cura e attenzione e sono molto soddisfatto del percorso che sono riuscito a fare. Tenete presente che durante questi mesi ho perso quasi 20 chili: so che la strada per il completo recupero è ancora lunga, ma sono sicuro di potercela fare.

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