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“Saremo amici in eterno”: l’addio a Saverio, morto in montagna a 26 anni fotogallery

Martedì il paese della Bassa ha dato l'ultimo saluto al giovane tradito da una di quelle vette che amava tanto. Distrutti i genitori e i due fratelli. Striscione degli amici fuori dalla chiesa

Sul piazzale della parrocchia di Santa Maria Assunta a Romano di Lombardia uno striscione scritto dagli amici, abbracciati e con gli occhi lucidi, con una frase di Giovanni Paolo II. Dentro, in chiesa, la bara di legno chiaro. In prima fila, distrutti dal dolore, i genitori e i due fratelli di Saverio Ghilardi, il 26enne di Romano morto sabato 27 giugno a Edolo, nella zona dei Corni di Premassone, in Valcamonica (Brescia).

Martedì il paese della Bassa ha dato l’ultimo saluto al giovane tradito da quella montagna che amava tanto.

Sabato mattina Saverio, dipendente di una ditta di Urgnano, era uscito per un’escursione con cinque amici, una delle prime dopo il lockdown. In auto avevano raggiunto la località bresciana, per poi iniziare la scalata. Il 26enne era il quarto della fila. All’improvviso l’appiglio di una roccia a tremila metri di altezza, dopo aver retto al passaggio dei tre amici che lo precedevano, afferrato da Saverio ha ceduto, facendolo precipitare per 200 metri. Inutile l’intervento del Soccorso Alpino contattato dagli amici disperati: il giovane è stato ritrovato già privo di vita.

In chiesa monsignor Paolo Rossi ha detto che la “montagna è un po’ una sintesi della vita, tortuosa prima di raggiungere la vetta e il cielo”. Poi ha ricostruito quei drammatici momenti della tragedia e descritto il ragazzo come “solare e generoso”.

Prima della benedizione, i messaggi degli amici, tra citazioni di Primo Levi e i tanti ricordi, come l’addio al celibato o quell’ultima grigliata proprio venerdì sera “in cui abbiamo brindato alla nostra amicizia, eterna”.

Il fratello Cesare, con la voce rotta dal pianto, l’ha descritto come “un vero amico, amante dell’arte come il padre e che dalla madre aveva preso la voglia di scoprire”.

Saverio Ghilardi era un grande appassionato e piuttosto esperto di montagna. Le foto, sui social, lo ritraggono sorridente sulle adorate cime. Al suo funerale c’erano anche alcuni rappresentanti del Cai, oltre al sindaco Sebastian Nicoli.

La famiglia del 26enne, secondo di tre figli (oltre a lui Cesare ed Ettore) è molto conosciuta a Romano. Il nonno gestiva l’ex cinema del paese, mentre il padre Maurizio prima della pensione lavorava in banca e la madre Beatrice Picchetti insegnava educazione fisica al liceo don Milani.

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