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Ats rimuove neo direttore, forte protesta dei medici di famiglia: lasciamo i tavoli Covid

Dopo la mancata conferma di Roberto Moretti alla guida delle Cure primarie

I medici di famiglia lasciano i tavoli dell’Ats che devono preparare Bergamo per un eventuale ritorno in autunno del Coronavirus. Una forte presa di posizione, comunicata martedì 30 giugno dai rappresentanti di categoria dei medici di medicina generale Mirko Tassinari (Fimmg Bergamo), Marco Agazzi (Snami Bergamo), Vincenzo De Gaetano (Smi Bergamo) e Giancarlo Testaquatra (Intesa sindacale Simet) al direttore generale di Ats Bergamo Massimo Giupponi. La stessa decisione è stata deliberata in serata dal Consiglio dellOrdine dei medici di Bergamo, guidato dal dottor Guido Marinoni.

È soltanto l’ultimo capitolo di un rapporto sempre più complicato tra i camici bianchi e l’Ats cittadino, soprattutto dopo la mancata conferma del dottor Roberto Moretti a capo delle Cure primarie dell’Ats, la struttura deputata al coordinamento dei medici di base. Proprio a metà giugno, i rappresentanti di Fimmg e Snami Bergamo avevano scritto una lettera di ringraziamento a quelli che consideravano gli “unici riferimenti” all’interno dell’Agenzia: i dottori dell’Unità operativa di cure primarie. Gli stessi che “hanno tenuto in piedi la baracca quando tutto sembrava crollare”, secondo Tassinari (Fimmg) e Agazzi  (Snami) che avevano espresso “il desiderio di ricostruire, insieme a loro, la medicina del territorio”. Nella stessa lettera definivano senza mezzi termini la gestione del Covid una “nuova Caporetto”.

Il comunicato

“Si è appreso con sgomento della scelta della Direzione di Ats Bergamo di rimuovere dal proprio incarico il neo-direttore di UOC del Dipartimento di Cure Primarie dr. Roberto Moretti – si legge nella nota diffusa in giornata – figura che aveva recentemente ricevuto nostro pubblico ringraziamento per l’impegno, la vicinanza e la professionalità profusa in questi drammatici mesi”.

E ancora: “Rimarchiamo di avere ricevuto il calendario degli incontri di Agorete (per elaborare il piano “emergenza autunno”) dove era prevista anche la nostra partecipazione, ad incontri in parte già avvenuti senza essere stati convocati. Riteniamo che l’indebolimento della già precaria UOC di Cure Primarie in questo momento dove bisogna affrontare le problematiche attuale ed emergenti (dal Covid alla carenza di medici di famiglia alla prossima campagna vaccinale anti-nfluenza, spiega il comunicato ndr) tolga i presupposti fondamentali per poter continuare a dare il nostro apporto allo sviluppo del ‘Progetto Autunno'”.

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