All'assemblea dell'Ordine dei medici il commosso ricordo dei 30 colleghi scomparsi - BergamoNews
I lutti

All’assemblea dell’Ordine dei medici il commosso ricordo dei 30 colleghi scomparsi

Tutti in piedi, in assoluto silenzio, per omaggiare i camici bianchi caduti durante la pandemia

Tutti in piedi, in assoluto silenzio. L’assemblea dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bergamo ricorda “con affetto e commozione” i 30 colleghi caduti durante la pandemia.

I loro nomi sono riportati sul sito dell’Ordine, listato a lutto da inizio marzo. Un triste e lungo elenco, nel quale si è deciso di includere tutti i camici bianchi: in attività e pensionati, visto che alcuni erano rimasti o erano stati richiamati in attività.

Bergamonews aveva raccolto i loro nomi e le storie: ve le riproponiamo qui sotto.

Luigi Erli

Neurologo in pensione, ha lavorato per anni all’ospedale Bolognini di Seriate e Trescore Balneario. Aveva 67 anni.

Gianbattista Perego

Medico di base a Treviolo, specializzato in dermatologia, è l’ultimo caduto durante la ‘fase 1’ dell’emergenza. “Ha lavorato finché ha potuto – racconta la dottoressa Antonella Lodetti, collega e cugina -. Anche da casa non aveva smesso di seguire i pazienti”. Stroncato a 62 anni dal virus, lascia nel dolore moglie e tre figlie.

Maddalena Passera

“Agisci come se quel che fai facesse la differenza. La fa”. Era il 13 febbraio e sulla sua pagina Facebook la dottoressa Passera, anestesista in otorino, annotava questa frase di William James, psicologo e filosofo statunitense. È morta a 67 anni poco dopo il fratello Carlo, medico di base a Boltiere che ha assistito durante la malattia. “Magda era una donna forte, che non si tirava mai indietro nel momento del bisogno”, spiega la dottoressa Maria Ori Belometti, amica e sindaca a Villongo.

Pietro Bellini

Medico di base a San Pellegrino e San Giovanni Bianco, se n’è andato all’età di 69 anni. Lascia moglie e due figli.

Renzo Mattei

Originario di Parma, 89 anni, è stato medico di base a Pumenengo e Torre Pallavicina, oltre ad essere ufficiale sanitario a Calcio. Aveva tre figli: Monica, Benedetta e Federico.

Mario Rossi

Chirurgo in pensione, 76 anni, viveva ad Alzano Lombardo. Aveva lavorato prima all’ospedale di Bergamo, poi a Gazzaniga. Dopo essere andato in pensione aveva esercitato come dentista in Valseriana. Si è spento l’11 marzo al Papa Giovanni, dov’era ricoverato per coronavirus.

Luigi Ravasio

Medico in pensione, 85 anni, abitava a Villa di Serio.

Giancarlo Orlandini

Medico in pensione, classe 1937, era specialista in Tisiologia e malattie del tubo digerente e del sangue.

Italo Nosari

Diabetologo, classe 1950, ha lottato fino all’ultimo contro il Covid. “Un esempio di professionalità e attaccamento al lavoro” lo ricordano i colleghi. Ricoverato alla Gavazzeni, si è spento tra i malati che curava.

Riccardo Paris

Originario di Tavernola, nel suo paese fu il primo laureato in Medicina. Aveva 87 anni, più di trenta passati nell’ospedale di Alzano Lombardo.

Marcello Cifola

Classe 1946, laureato in Medicina e Chirurgia a Bologna, ha legato gran parte della sua carriera a Bergamo. Specializzato in otorinolaringoiatria e patologia cervico facciale, esercitava ancora la libera professione prima che il virus lo portasse via. Lascia nel dolore la moglie Cristina e i figli Ingrid e Valerio.

Marino Signori

Classe 1958, era responsabile della Medicina del Lavoro dell’Asst Bergamo Est. Originario di Nembro, paese più colpito dall’epidemia, lascia la moglie Roberta e le figlie Clara e Simona.

Guido Riva

Classe 1941, medico di base a Martinengo, era in pensione dal 2011. “Una figura storica del nostro paese – commenta il sindaco Mario Seghezzi -. Si è sempre contraddistinto per la gentilezza e la dedizione verso la professione che svolgeva”. Lo piangono la moglie Augusta e il figlio Leonardo, che ne ricorda l’amore per l’arte e la natura.

Michele Lauriola

Medico di base in città, era anche coordinatore sanitario della Pallanuoto Bergamo, dove fin dalla tenera età milita il figlio Carlo. In via San Bernardino condivideva lo studio con la moglie Maria Antonella Mariani e una collega. Il Covid-19 se l’è portato via all’età di 67 anni.

Silvio Lussana

Morto il 13 marzo a 86 anni, è stato medico internista e vice primario di medicina agli ex Ospedali Riuniti di Bergamo. Lo piangono la moglie Emma e i tre figli: Aldo, Federico e Filippo.

Aurelio Maria Comelli

Cardiologo, responsabile di Insufficienza cardiaca alla clinica Quarenghi di San Pellegrino, aveva anche un ambulatorio all’Habilita di Clusone. “Il suo era un approccio umano, delicato e attento” assicura chi lo conosceva. Ricoverato il 15 marzo a Seriate per coronavirus, si è spento a 69 anni. Lascia moglie e due figli.

Giulio Calvi

Medico anestesista di Telgate, era ricoverato all’ospedale Bolognini di Seriate dove in passato aveva lavorato. È mancato all’affetto dei suoi cari a 73 anni.

Benedetto Comotti

Ematologo, classe 1945, in passato è stato responsabile della medicina all’ospedale di Ponte San Pietro e consulente all’Humanitas Gavazzeni. Insieme alla moglie Pinuccia abitava a Gorle, prima che il virus lo colpisse: “Benedetto era un medico appassionato, instancabile e affamato di conoscenza – racconta commossa -. Ma anche tenace nella cura dei suoi pazienti, disponibile ad ascoltare e dare risposte a quesiti medici ed esistenziali, spesso correlati. Il suo sogno ricorrente, negli ultimi anni, erano la corsia e i pazienti. Questo dà la misura del suo amore per la professione”.

Flavio Roncoli

Storico medico di famiglia in pensione, il suo studio era in viale Venezia a Bergamo. È mancato all’età di 89 anni.

Francesco De Francesco

Classe 1938, pensionato, già medico ospedaliero, era originario di Barcellona Pozzo di Gotto. Grande amante dell’arte, il comune siciliano lo ha ricordato così: “Creativo di grande talento e uomo di cultura, nella sua esistenza ha saputo coniugare la scienza con l’arte, esprimendosi pregevolmente nella scultura e nella pittura, senza trascurare incursioni in altre forme espressive per lui meno usuali, ma sempre con la raffinatezza ed il garbo che in ogni momento hanno rappresentato la cifra della sua vita, non soltanto di quella artistica”. Il virus gli è stato fatale.

Carlo Alberto Passera

Medico di base a Boltiere come il padre, si è spento il 25 marzo all’età di 62 anni. Positivo al virus, era fratello di Maddalena, ex anestesista al Papa Giovanni. “I pazienti vedevano in lui una sorta di accompagnatore – le parole del sindaco Osvaldo Palazzini, che lo conosceva bene -. Come pochi altri sapeva mettersi nei panni delle persone, capire le loro problematiche. Una perdita molto dolorosa per la nostra comunità”.

Marino Chiodi

Ex primario dell’Unità di oculistica alla Clinica Castelli di Bergamo, aveva 71 anni. L’amico Giacomo Buzzetti lo ricorda affettuosamente così: “Una persona rara per bontà ed intelligenza. Ho avuto il privilegio della sua stupenda amicizia e l’esempio delle sue generosissime azioni. Figura enorme dell’oculistica bergamasca per professionalità ed impareggiabile umanità e modestia. Grazie Marino, a nome di quanti hai aiutato sempre e senza fare rumore”.

Vincenza Amato

Dirigente medico dell’Ats, se n’è andata il 24 marzo all’ospedale di Romano, nel pieno dell’emergenza Covid-19. Aveva 66 anni ed era al suo ultimo anno di lavoro: “Lo affrontava con impegno, quasi incurante di alcune sue personali fragilità degli ultimi tempi – spiegano i colleghi -. Vincenza ha segnato con grande discrezione un pezzo di prevenzione del nostro territorio, dando esempio di disponibilità, professionalità e attaccamento al lavoro”.

Rosario Lupo

Sessantacinque anni, era responsabile del Centro medico legale dell’Inps di Bergamo. Abitava a Valbrembo e aveva due figli, Claire e Federico. “Lo conoscevo da trent’anni e non l’ho mai visto prendere un raffreddore – commenta affranto l’amico Giovanni Manzoni -. Il virus si è portato via una persona competente, attenta e vicina ai bisogni delle persone più fragili”.

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