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L’assessore Valesini a Trussardi: “Cita solo cantieri, come se non avessimo fatto molto altro”

Il titolare dell’Urbanistica risponde alle critiche dell’avvocato che, prendendo spunto dai Maestri del Paesaggio, ha preso di mira diverse opere comunali tra cui il progetto del Parking Fara in Città Alta e il cantiere di piazza Dante

L’assessore di Bergamo all’Urbanistica Francesco Valesini risponde alla lettera di Roberto Trussardi, ex assessore in città,  pubblicata nei giorni su Bergamonews, in cui l’avvocato, prendendo spunto dai Maestri del Paesaggio, critica diverse opere comunali tra cui il progetto del Parking Fara in Città Alta, il cantiere di piazza Dante e quello della Caserma Montelungo.

Gentile direttore,

Ho letto con interesse l’intervento dell’avvocato Trussardi sul Suo giornale. L’ho trovato quanto meno di parte, pervaso da un ragionamento da opposizione politica che annebbia e offusca la capacità di analisi su un argomento così importante.

Innanzitutto il fatto che Trussardi citi solo dei cantieri, mai un lavoro completato o concluso, conferma un atteggiamento che sembra rappresentare una cifra comune e assai diffusa nel periodo recente, dimostrazione di una certa frenesia di giudizio, trasformando gli interessati in una sorta di “umarell” di questa città.

La superficialità dell’analisi di Trussardi, parzialmente giustificata da una necessità di sintesi, trascura infatti aspetti essenziali. Come per l’ex caserma Montelungo, vuota e senza prospettive dal 1998 se non fosse per l’azione di questa amministrazione e della stessa Università e oggetto in questi anni non solo di una serie di demolizioni ma anche di opere di bonifica per 5 milioni di euro e di scavi archeologici su un area di 10 mila mq con il ritrovamento del reperto più antico della città. Un intervento che vedrà un altro passaggio fondamentale entro la fine di luglio, con un raddoppio della residenza universitaria anche sulla Colleoni, portando più di 400 giovani studenti a vivere nel cuore della città bassa. Il tutto collegato senza soluzione di continuità a due dei parchi più conosciuti, Suardi e Marenzi, attraverso la grande piazza interna della caserma trasformata anch’essa in un’ampia area verde, a sostituzione del cemento che per anni l’ha caratterizzata.

Sul parcheggio della Fara, un progetto che con i suoi 16 anni di traversie e continue difficoltà rappresenta al meglio l’enorme difficoltà nel realizzare opere pubbliche nel nostro Paese, i suoi detrattori sembrano rimuovere il fatto che l’autorimessa interrata verrà completata con un parco progettato, a proposito di Maestri del paesaggio, da uno dei più importanti paesaggisti europei, l’architetto Joao Nunes.

Anche su piazza Dante molto si è scritto. Mi limito a ricordare, a chi sembra aver perso memoria, che se oggi si interviene sulla piazza e sul sottostante Ex Diurno è grazie ad un Protocollo di valorizzazione delle proprietà del Demanio firmato, nell’ottobre 2009, dall’allora Sindaco Tentorio ma frutto di un precedente lavoro della Giunta Bruni e, fra gli altri, del suo assessore al Patrimonio, premessa fondamentale al successivo bando di alienazione e ai conseguenti lavori per il restauro e la conservazione dell’ex rifugio antiaereo. Un intervento che porterà a sostituire, non eliminare, le alberature precedentemente esistenti e a raddoppiare, nel secondo lotto lungo il Sentierone, la presenza del verde in uno dei luoghi più rappresentativi di Bergamo.

Se vogliamo però passare dalle aiuole alla città, ricordo ancora come si sia riusciti in questi anni a dirottare interventi urbanistici di grande rilevanza (Stadio, Palazzetto dello Sport, Accademia Nazionale della Guardia di Finanza) da aree verdi in aree dismesse, salvaguardando decine di ettari di territorio, oltre che a cancellare, con la Variante 10 al Piano delle Regole, previsioni edificatorie di miglia di metri cubi, riconosciute nello strumento urbanistico approvato in anni passati, senza dimenticare l’estensione, grazie al lavoro di Leyla Ciagà, del perimetro del Parco dei Colli alle aree a sud, portando a coprire il 33% del territorio cittadino. Così come non può essere rimossa, a proposito del lavoro della collega ed ulteriormente ripreso oggi dall’assessore Marchesi, la realizzazione di nuovi parchi in città e il ripensamento di molti di quelli esistenti grazie alla collaborazione di diversi architetti paesaggisti: dal parco della Malpensata con la collaborazione di Peter Fink, a quello di Celadina, dalle nuove aree verdi del quartiere Carnovali, al nuovo parco di Valtesse.

Per arrivare a tempi ancor più recenti, ricordo infine come i Maestri del Paesaggio siano entrati nelle commissioni per la valutazione dei dehors che si stanno assegnando in questi giorni in città, per far fronte alle condizioni generate dall’emergenza Covid.

Ringrazio comunque l’avvocato Trussardi del suo contributo, sempre utile e di stimolo per il lavoro degli anni a venire.

Francesco Valesini

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