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Bloccate sulle vette della Presolana: due escursioniste recuperate nella notte

Le due ragazze, di 25 e 29 anni, hanno lanciato l'allarme intorno a mezzanotte

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Brutta disavventura per due ragazze rimaste bloccate sulle vette della Presolana la scorsa notte.

Era da poco passata la mezzanotte quando le due giovani escursioniste milanesi, di 25 e 29 anni, hanno capito che forse era meglio lanciare l’allarme e chiamare i soccorsi: dal punto in cui erano arrivate non si riuscivano più a muovere.

La chiamata alla VI Delegazione Orobica del Cnsas è arrivata poco dopo, così i tecnici del Soccorso Alpino si sono subito messi al lavoro per recuperare le due ragazze che nel pomeriggio di domenica 28 giugno erano partite dal rifugio Città di Clusone per risalire la via Normale della Presolana, prima di decidere, una volta raggiunta la vetta, di spostarsi dalla Presolana Centrale a quella Orientale.

L’elisoccorso, decollato da Como, ha sorvolato la zona e ha verificato il punto in cui si trovavano le escursioniste. Le squadre territoriali le hanno poi raggiunte a piedi.

Verificato che le loro condizioni di salute erano buone, le due ragazze sono state accompagnate a valle.

L’intervento si è concluso all’alba di lunedì 29 giugno.

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Commenti

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  1. Scritto da stefano b.

    Non so se sia lecito che le persone si inerpichino dove la natura non ha predisposto un ambiente adatto agli esseri umani.
    Ed alla fine si rischi sempre un po’ la salute o addirittura la vita.
    Uno stillicidio quotidano. E per questi, vengono poi approntati anche improbabili e superflui rifugi in località perse nel nulla, con ovvi problemi di inquinamento e deturpamento del panorama, dato che quei rifugi sono spesso immobili brutali.
    E la macchina nel parcheggio, dove arriva una chilometrica strada asfaltata con catrame e materiali di risulta, in un piazzale dove il più delle volte è stato raso al suolo un bosco, come spesso avviene per le piste da sci che ho molto frequentato, con tutto quanto succitato.
    La ricerca dell’estremo, come soddisfazione di un animo adolescenziale e narcisista, come citano diversi psicoanalisti, andatela a fare nei reparti degli ospedali che ce n’è bisogno. Per il resto passeggiate per i sentieri silvo pastorali che hanno una storia di lavoro alle spalle, e lasciate stare le vette, cimiteri sempre più saturi.
    Che questa sia una provocazione, per riconsiderare le montagne e il rispetto che se ne deve portare.