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Due proiettili alla sede Confindustria Bergamo per Marco Bonometti: ora è sotto scorta

Le minacce sarebbero collegate alla presa di posizione di Bonometti che, in pieno Covid, aveva pubblicamente dichiarato di essere contrario all'istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano

Due buste con proiettili sono state recapitate nei giorni scorsi alla sede di Confindustria Bergamo e indirizzate al presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti.

Intimidazioni reali secondo le forze dell’ordine che stanno indagando per risalire al mittente. La magistratura ha aperto un’inchiesta e nel frattempo è stata disposta la protezione nei confronti del presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti.

L’imprenditore bresciano, patron di OMR, da alcuni giorni è seguito in ogni suo spostamento, anche quelli in auto, da un paio di agenti.

Le minacce giunte nella sede di Confindustria di Bergamo sarebbero collegate alla presa di posizione di Bonometti che, in pieno Covid, aveva pubblicamente dichiarato di essere contrario all’istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano nella Bergamasca.

Le reazioni

Confindustria Lombardia esprime la massima solidarietà e vicinanza al Presidente Marco Bonometti per le minacce ricevute. Fin dal principio dell’emergenza – si legge in una nota – ci siamo prodigati per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, sostenendo e promuovendo il protocollo siglato da tutte le parti sociali a livello nazionale affinché le aziende potessero continuare a lavorare garantendo il massimo rispetto delle norme anti-Covid e invitando tutte quelle imprese che non fossero state in grado di rispettare tale regolamentazione a interrompere le attività. Confindustria Lombardia, inoltre, si è sempre adoperata affinché fossero garantite le attività essenziali, la cui chiusura avrebbe compromesso l’approvvigionamento di beni e strumenti fondamentali ad assicurare la salute di tutti i cittadini”.

Secondo Confindustria Lombardia “le recenti vicende di cronaca confermano la presenza di un clima di odio verso l’impresa e gli imprenditori, alimentato da importanti attori del dibattito pubblico nazionale”. Per questo “auspica un rasserenamento dei toni e il riconoscimento dell’impresa come attore fondamentale per la tenuta sociale del Paese e la creazione di benessere e ricchezza”.

“La violenza e le minacce non possono avere parte alcuna nella dialettica civile e democratica e sono da condannare senza esitazione” aggiunge Confindustria Bergamo.

“Solidarietà a Marco Bonometti e ferma condanna per queste azioni vili e intimidatorie” anche dal governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana. “Purtroppo, quando tempo fa ho detto che il clima stava diventando pericoloso – conclude Fontana – sono stato facile profeta. Voglio comunque continuare a sperare nel buon senso delle persone e guardare a un futuro caratterizzato da più serenità e meno astio. Perchè ciò avvenga – conclude Fontana – è necessario innanzitutto abbassare anche la violenza di certi toni”.

Solidarietà anche dagli esponenti di ‘Cambiamo!’. “La rabbia della città di Bergamo per il dramma vissuto durante la pandemia non può mai tradursi in violenza né può portare all’individuazione infondata di ‘presunti responsabili’ che nulla hanno a che fare con ciò che è accaduto – dichiarano i deputati Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Giorgio Silli, Alessandro Sorte -. Ci auguriamo perciò che venga presto individuato l’autore di queste inaudite intimidazioni”.

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