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Il Wall Street Journal celebra Mario Bresciani, simbolo di una generazione imprenditoriale

Il quotidiano statunitense onora la memoria dell'imprenditore Bresciani, fondatore dell'azienda che porta il suo nome, scomparso lo scorso marzo all’età di ottanta anni a causa del Coronavirus

“Nel 1970 Mario Bresciani parte dal suo paese con una valigia piena di calzini, conoscendo solo poche parole in inglese – scrive il Wall Street Journal -. Dopo alcune settimane torna a casa con un accordo sottoscritto e il suo primo cliente straniero: il grande magazzino Barney a New York City”.

Il quotidiano statunitense, in un articolo pubblicato lunedì 22 giugno, onora la memoria del sarto delle calze scomparso lo scorso marzo all’età di ottanta anni a causa del Coronavirus. Simbolo della generazione imprenditoriale del dopoguerra in Italia, vengono tracciate le sue innate e spiccate qualità imprenditoriali. Premiato dal Presidente Giorgio Napolitano come Cavaliere della Repubblica Bresciani, che nel 1970 ha fondato l’azienda che ancora oggi porta il suo nome, scommettendo sempre sulla qualità ha prodotto ed esportato calze di eccellenza Made in Italy in tutto il mondo.

“Coloro che lo conoscevano – continua il Wall Street Journal – affermano che il signor Bresciani aveva tre figli: i suoi due figli e il Calzificio Bresciani, cresciuto con lui per oltre quattro decenni”.

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Un imprenditore audace e dinamico, che sapeva vedere lontano e che ha saputo gestire, con l’intelligenza e la cura di un padre, anche l’ingresso dei suoi figli in azienda, portando, accanto alla sua sapienza, nuova energia, innovazione, visione strategica.

Il quotidiano statunitense annovera il sarto delle calze tra i grandi capitani d’industria che dopo la seconda guerra mondiale hanno realizzato il miracolo economico di un grande sviluppo industriale. “La generazione di imprenditori del dopoguerra – sottolinea l’articolo -, che raccoglie anche la figura di Bresciani, ha avuto un ruolo fondamentale nell’ascesa dell’Italia, dalla devastazione della seconda guerra mondiale è cresciuta fino a diventare una delle maggiori economie del mondo. Le società cresciute grazie a rapporti commerciali con l’estero – il Calzificio Bresciani genera il 90% delle sue entrate al di fuori dell’Italia – hanno automatizzato le loro attività e condotto il passaggio dell’Italia da una società fortemente agricola a una moderna economia manifatturiera e basata sui servizi”.

“Bresciani è solo una delle decine di imprenditori settuagenari e ottuagenari di Bergamo, e della regione Lombardia, che sono morti a causa del coronavirus”. Con la scomparsa di un’intera generazione imprenditoriale il Wall Street Journal conclude interrogandosi sul futuro delle aziende, rimaste senza il loro fondatore, e sulla delicatezza e le criticità del passaggio generazionale.

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