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Comunità della Salute, 4 Comuni sperimentano azioni dopo il Covid: coinvolti 22.500 cittadini - BergamoNews
L'intesa

Comunità della Salute, 4 Comuni sperimentano azioni dopo il Covid: coinvolti 22.500 cittadini

In seguito all’emergenza Covid-19 e in vista di un possibile ritorno dei contagi in autunno, le amministrazioni comunali di Ciserano, Levate, Osio Sopra e Verdellino hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per realizzare azioni comuni in risposta ai tanti bisogni delle persone e alla necessità di riprogettare il futuro. Al via in questi giorni le prime attività.

Il territorio bergamasco è stato tra quelli più duramente colpiti dalla prima fase della pandemia Covid-19 e ha visto messo alla prova il proprio sistema sanitario, economico, sociale e familiare. In questa situazione i territori locali e le piccole amministrazioni sono stati iper-sollecitati e spesso hanno messo in campo risposte e buone prassi interessanti per sostenere la popolazione. Il loro compito non si è però esaurito, e ora devono prepararsi a prevenire e gestire un potenziale ritorno del rischio da contagio.

Le amministrazioni comunali di Ciserano, Levate, Osio Sopra e Verdellino hanno scelto di unire le forze e di costituire una struttura sovracomunale per realizzare azioni e strategie condivise che permettano alla comunità di prendersi migliore cura della salute dei suoi 22.500 cittadini, sfruttando efficientemente le risorse a disposizione e alleggerendo la pressione sulle strutture ospedaliere.

“La naturale motivazione di questo progetto sta nel titolo: la comunità fa il Comune, la salute è un bene comune. Per questo i nostri quattro Comuni hanno deciso di investire per una grande comunità della salute”. Con queste parole Edilio Pelicioli, Sindaco di Osio Sopra, presenta il progetto.

Maickol Duzioni, primo cittadino di Levate, aggiunge: “Il Covid-19 ha messo in luce l’importanza di un approccio comunitario ai valori fondamentali, dati spesso per scontati nel tram tram della vita quotidiana: sanità, assistenza, prevenzione, servizi, produzioni strategiche, comunicazione sociale, gestione dell’emergenza. Il nostro territorio è stato travolto e ha pagato un prezzo altissimo: questa esperienza ci ha fatto capire che dobbiamo impegnarci, tutti insieme, per essere pronti, più organizzati e meno fragili di fronte alle avversità. Vogliamo farci promotori di una riflessione comune che generi una società rinnovata”.

“Non è un progetto che nasce oggi, ma ha preso il via tra marzo e aprile a partire da alcune chiacchierate ed intuizioni: non vuole mettere in discussione ciò che è stato e ciò che si sta facendo ancora oggi per gestire l’epidemia, ma ha l’ambizione di ribaltare l’approccio all’emergenza partendo dai singoli territori – sottolinea Silvano Zanoli, Sindaco di Verdellino -. Un progetto ambizioso che si propone di arrivare alla costruzione di un Covid Transit Center territoriale e alla integrazione delle piattaforme di monitoraggio a distanza dei pazienti”.

Tre gli ambiti d’azione, per cui si sono già attivati altrettanti gruppi di lavoro: attività a supporto della salute della comunità, misure atte a monitorare e contrastare l’epidemia e lavoro di regia sulla riapertura di servizi e attività. Si ricomincia proprio da qui: dalla prossima settimana nei quattro Comuni riapriranno spazi aggregativi per bambini e ragazzi, venendo incontro non solo alle esigenze delle famiglie ma provando a offrire ai più piccoli quegli spazi di socialità che sono stati negati durante il lockdown. In parallelo un team di professionisti avvierà un percorso di ingaggio e formazione con i medici di base e i pediatri di libera scelta, per organizzarsi al meglio, insieme alle altre risorse del territorio, per affrontare al meglio e con le misure corrette eventuali casi di contagio, utilizzando anche strumenti come la telemedicina. Il tutto sarà accompagnato da un monitoraggio costante dello stato di salute del territorio, per individuare e spegnere tempestivamente nuovi focolai.

“C’è la volontà di non essere attori passivi di questa nuova fase e di attrezzarci per affrontare le riaperture ma anche l’eventuale ricaduta che auspichiamo non avvenga – spiega Caterina Vitali, primo cittadino di Ciserano -. Puntiamo a una progettualità che provi a gestire l’emergenza sanitaria, non a subirla, con un progetto di assistenza territoriale, di vera prossimità al cittadino. Abbiamo l’ambizione di diventare un territorio in cui sperimentare un nuovo approccio di gestione della salute di comunità, rispetto al quale abbiamo avviato un processo di condivisione con ATS e con il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci”.

“Per fare un salto di qualità, abbiamo avviato alcune importanti collaborazioni con chi ha esperienza di lavoro in contesti di emergenza – incalza Pelicioli -: la ONG Emergency ci aiuterà ad
adattare le misure di prevenzione del contagio alle situazioni di socialità del territorio, la Fondazione Soleterre metterà a disposizione dei nostri cittadini gli strumenti di supporto alla salute mentale sviluppati nei mesi scorsi al Policlinico San Matteo di Pavia, mentre insieme ad Unicef cercheremo di immaginare una comunità a misura dei bisogni di bambini e adolescenti”.

“Quando si tratta di contrastare situazioni come quelle che abbiamo vissuto partire dal locale ci aiuta a capire meglio quali sono le esigenze specifiche dei singoli territori. Ecco perché riflettere sulle fatiche, le progettualità, le interpretazioni quotidiane delle nostre amministrazioni ci può consentire di capire dove è possibile migliorare, per arrivare a lavorare intorno ad esperienze concrete che consentano poi di avere a disposizione delle ricchezze da spendere sia su scala provinciale che su scala regionale – aggiunge Zanoli -. Siamo convinti che ripartire dal piccolo possa essere un modo per anticipare le criticità, coinvolgendo anche il grande potenziale del volontariato che abbiamo visto ancora una volta attivarsi in modo eccezionale sui nostri territori”.

L’esperienza si può definire ‘pilota’ e su piccola scala, ma se si rivelerà efficace potrebbe essere estesa e replicata anche in altri territori.
“Solo se ciascuno di noi sarà protagonista con le proprie competenze, per impostare un piano strategico locale a medio-lungo termine e per affrontare in modo responsabile eventuali future situazioni di crisi, tutti alla fine potremo vivere più sicuri e volgere lo sguardo all’avvenire con maggiore serenità”, concludono i quattro Sindaci.

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