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Oltre i limiti, il progetto nato per far conoscere la disabilità visiva - BergamoNews
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Oltre i limiti, il progetto nato per far conoscere la disabilità visiva

Nato da Norbert Casali, ipovedente, e da Federica Putti, Matteo Moro, Massimiliano Gandossi, Paolo Vitali e Stefania Del Carro per avvicinare gli altri al tema della disabilità

I passi di una persona che attraversa la tribuna, la freschezza della brezza che spira lungo la pista, l’odore dell’erba appena tagliata all’interno del prato.

Queste sono soltanto alcune delle sensazioni che un atleta può intuire alla partenza di una gara, percezioni fondamentali per chi non ha la possibilità di vedere il traguardo.

Ipovedente sin da bambino, Norbert Casali ha imparato molto presto l’importanza di tutti i sensi in nostro possesso e ha così deciso di trasmettere queste conoscenze attraverso il progetto “Oltre i limiti”.

L’iniziativa, ideata dal 22enne di Urgnano in compagnia di Federica Putti, Matteo Moro, Massimiliano Gandossi, Paolo Vitali e Stefania Del Carro, vede protagonisti gli studenti delle scuole che, attraverso alcuni percorsi specifici, hanno modo di comprendere il mondo delle difficoltà da disabilità visive.

“Siamo un gruppo di amici e di guide sportive che, oltre a far del bene a me, mi aiutano ad accrescere la consapevolezza delle complessità che un disabile visivo deve affrontare nella vita quotidiana – spiega il triatleta orobico -. Dall’ultima presentazione che abbiamo svolto a scuola abbiamo deciso di aumentare il tempo dedicato agli ausili, alla tecnologia, tutta quella parte che non viene direttamente trattata da noi”.

Attraverso una serie di riflessioni ed esercizi, i partecipanti al programma hanno la possibilità di analizzare a trecentosessantacinque gradi sia il tema della diversità che quello della disabilità, partendo dalla testimonianza diretta dei ragazzi.

“All’interno dei nostri incontri spingiamo innanzitutto i giovani a sviluppare un pensiero critico sull’argomento per poi condurli direttamente all’esperienza pratica dove sono costretti ad impattare con vero e proprio ‘muro nero’ – sottolinea Casali -. All’interno di uno spazio di cui si pensa di possedere una certa padronanza, ci si sente completamente estraniati, come se si vivesse in una quotidianità parallela dove i fatti vengono percepiti in maniera diversa”.

L’obiettivo di “Oltre i limiti” rimane però quello di dimostrare come, nonostante esistano degli ostacoli, si possano trovare delle soluzioni per superarli.

“Quando si trovano a svolgere questa sfida, senza dubbio i ragazzi rimangono stupiti e iniziano a gridare perché pensano di non sentire – confessa Moro -. La difficoltà maggiore deriva forse dalla mancanza di fiducia negli altri, ma noi li mettiamo in condizione di superare anche questo limite”.

Benché la pandemia abbia bloccato le attività dal vivo, il Coronavirus non ha fermato il coraggio di Norbert e compagni che, non appena la situazione lo consentirà, intendono incrementare il loro operato.

“Abbiamo intenzione di elaborare un piano anti-Covid, puntando così sulla digitalizzazione e l’interattività dell’esperienza estendendola a un maggior numero di persone – conclude Casali. Stiamo provando a ampliare le nostre possibilità economiche affinché si possa ottenere gli strumenti necessari e trovare nuove persone che si appassionino alla nostra causa”.

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