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Somaschini, un bergamasco per la vicepresidenza nazionale dei Giovani di Confindustria - BergamoNews
La candidatura

Somaschini, un bergamasco per la vicepresidenza nazionale dei Giovani di Confindustria

L'imprenditore bergamasco, 36 anni, in caso di vittoria avrà la delega alle relazioni internazionali, in continuità con il percorso accademico e professionale che ha portato avanti sino a oggi

Alessandro Somaschini, bergamasco di 36 anni, già vicepresidente dei giovani imprenditori di Confindustria Bergamo, è uno dei vicepresidenti nazionali designati in caso di vittoria all’interno della squadra di Riccardo Di Stefano, imprenditore palermitano che sfida Eugenio Calearo nella corsa elettorale alla presidenza nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria. Le elezioni sono previste il 26 giugno, al termine di una lunga campagna elettorale.

Come è nata la sua candidatura?
Ho sempre creduto fortemente nell’associazionismo, anche in un momento nel quale sembrava che l’attenzione rivolta verso i corpi intermedi stesse diminuendo. Percepiamo ora un ritorno della centralità del dialogo con le parti sociali, siamo pronti a fare la nostra parte.
Sono onorato di far parte della squadra di Riccardo Di Stefano, con il quale si è creato un rapporto di stima reciproca da parecchio tempo, credo sia un ottimo imprenditore e una persona eccezionale sul piano umano e culturale. La scelta è maturata anche tenendo conto della volontà delle territoriali lombarde di convergere su un nominativo condiviso.

Di cosa si occuperà nello specifico?
Ho accolto con grande piacere l’invito ad assumere, in caso di vittoria, la delega alle relazioni internazionali, in continuità con il percorso accademico e professionale portato avanti sino a oggi. Le sfide saranno tante, ci troveremo a operare in un contesto non semplice: stiamo vivendo un momento nel quale viene messo in discussione il multilateralismo che ha caratterizzato la storia dal dopoguerra ad oggi, assicurando un periodo di grande prosperità. Assisteremo ad un ulteriore arretramento della globalizzazione e, sotto alcuni punti di vista, ci potranno anche essere dei benefici, se saremo in grado di coglierli. Tuttavia credo sia importante ribadire la nostra vocazione europeista e il nostro collocamento internazionale, cercando di favorire un’apertura equilibrata agli scambi internazionali e una ricerca di reciprocità con i nostri partner.
La sfida sarà ancora più interessante poiché nel 2021 l’Italia ospiterà il G20 e noi, come Giovani Imprenditori, saremo parte attiva anche attraverso l’organizzazione del G20 Young Entrepreneurs Summit, a valle del quale verrà prodotto un documento che consegneremo ai leader del G20, cercando di dare il nostro contributo sui temi considerati prioritari.

Quali sono in questo momento i temi che ritenete critici per la ripartenza?
Nel breve termine le imprese hanno bisogno di un meccanismo più veloce e meno farraginoso che garantisca liquidità e di alleggerimento della pressione fiscale: le conseguenze del lockdown si manifesteranno con forza nei prossimi mesi e molte aziende si troveranno ad affrontare un contesto di mercato difficile in una situazione di debolezza reddituale e patrimoniale: bisogna fare di tutto per accompagnarle in questo momento impegnativo.
Le basi di una ricostruzione solida si avranno, tuttavia, mettendo in pista, sin da ora, quelle riforme strutturali che sono state rimandate da troppo tempo. Possiamo citarne tre: riforma del sistema fiscale e contributivo, ridimensionando il total tax rate (la somma di tasse e contributi) che è uno dei più alti al mondo; riforma della giustizia, creando meccanismi che consentano maggiore velocità e certezza, elementi indispensabili per ogni investitore, snellimento; snellimento della burocrazia, limitando il numero di adempimenti e ricorrendo in maniera significativa allo strumento dell’autocertificazione.
Allargando la visione a un piano internazionale, dovremo saper cogliere le opportunità derivanti dal trend di accorciamento delle filiere produttive e più in generale dall’arretramento della globalizzazione: reshoring e attrazione degli investimenti esteri devono essere temi prioritari. Sarà poi necessario utilizzare al meglio la grande occasione dei fondi che saranno messi a disposizione dall’Europa per accelerare in maniera coraggiosa le riforme e convogliare le risorse a copertura di investimenti e non di spesa corrente.

alessandro somaschini
Alessandro Somaschini

IL PROFILO
Alessandro Somaschini è nato a Bergamo nel 1984, si laurea con lode in International Management all’Università Bocconi di Milano nel 2008. Inizia la sua carriera nel settore dell’investment banking a Milano, proseguendo il percorso presso il gruppo Finmeccanica (oggi Leonardo), attivo nei settori dell’aerospazio e difesa, dove ricopre nel tempo diversi ruoli negli ambiti supply chain management, business development, e corporate finance. Nel 2013 entra nel Gruppo Somaschini, azienda di famiglia attiva nella produzione di componentistica meccanica, trasferendosi contestualmente per i successivi tre anni negli Stati Uniti per l’avviamento e lo sviluppo della filiale produttiva destinata al servizio del mercato americano. Appassionato di tecnologia e finanza, ricopre attualmente il ruolo di managing director presso Somaschini Real Estate, amministratore presso Nexapp (società attiva nello sviluppo software e soluzioni tecnologiche) e Sofim-Gefina (Intermediario finanziario attivo nel settore leasing). A livello associativo ha ricoperto le cariche di membro del consiglio direttivo e del comitato esecutivo di Assiot (associazione nazionale dei produttori di organi di trasmissione), e di Vicepresidente delegato al Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo.

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