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Un anno senza l’appuntato Anzini, travolto a un posto di blocco a Terno d’Isola fotogallery video

A Zogno una messa per ricordarlo. L'investitore, Matteo Colombo Manzi, a febbraio è stato condannato a 9 anni di carcere

È passato un anno dalla tragedia di Terno d’Isola in cui perse la vita a soli 41 anni Emanuele Anzini, appuntato scelto della compagnia di Zogno. Nella notte tra domenica 16 e lunedì 17 giugno il carabiniere fu travolto a un posto di blocco dall’auto guidata da Matteo Colombo Manzi, cuoco 34enne di Sotto il Monte.

Mercoledì 17 giugno Anzini sarà ricordato con una funzione religiosa nella chiesa di San Lorenzo a Zogno, il paese dove abitava. In Val Brembana era molto apprezzato anche per la sua attività come volontario nella Croce Rossa di San Pellegrino Terme.

L’investitore lo scorso 14 febbraio è stato condannato con rito abbreviato (con sconto di un terzo della pena) a 9 anni di carcere per omicidio stradale e resistenza dal giudice per le indagini preliminari Massimiliano Magliacani.

Secondo quanto ricostruito dall’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Raffaella Latorraca, quella notte il 34enne, difeso dall’avvocato Federico Riva, dopo una serata di eccessi si mise al volante della sua Audi A3.

Aveva riavuto la patente da solo tre mesi, dopo che gli era stata sospesa per guida in stato di ebbrezza. E a dicembre era stato denunciato per omissione di soccorso per essere fuggito dopo un incidente con una donna, alla quale era parso ubriaco.

Alle 2.57 di lunedì 17 giugno, giunto all’altezza del distributore Erg in via Padre Albisetti a Terno d’Isola, la Provinciale che da Presezzo porta a Sotto il Monte, notò una pattuglia dei carabinieri appostata con i lampeggianti accesi per un posto di blocco, che stava ridando i documenti a una vettura appena fermata.

Uno dei due militari, l’appuntato Anzini, vedendo l’Audi arrivare a folle velocità e gli intimò l’alt. Consapevole di aver bevuto troppo, Colombo Manzi proseguì la sua corsa senza nemmeno frenare e travolgendo il militare: il suo corpo finì sul parabrezza, sfondandolo, venne trascinato per una cinquantina di metri e infine rimase sull’asfalto privo di vita. Il suo investitore fuggì.

Il cuoco però dopo una decina di minuti tornò indietro e venne arrestato dalla polizia stradale di Bergamo. Aveva un tasso alcolico di 2,97 grammi per litro, quando il limite di legge è 0,5.

L’appuntato Anzini avrebbe compiuto 42 anni il giorno seguente, il 18 giugno. Era nato a Sulmona, in Abruzzo, e fin da piccolo aveva sempre sognato di diventare un carabiniere come il papà, deceduto qualche anno fa. Nel 1997 si era arruolato nell’Arma e dopo un anno era stato trasferito in provincia di Bergamo. Prima a Piazza Brembana, dove aveva prestato servizio fino al 2006, poi al nucleo radiomobile della compagnia di Zogno.

Oltre alla madre Eleonora e alla sorella Catia, Anzini ha lasciato nel dolore la figlia 19enne Sara, che vive nella città abruzzese e che al suo funerale aveva letto un toccante messaggio in memoria del papà, durante il quale aveva espresso il desiderio di entrare nell’Arma per seguire le sue orme.

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