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Covid, report su 32mila morti: dai sintomi al decesso passano in media 11 giorni

L'inchiesta dell'Istituto Superiore di Sanità si basa su un campione quasi completo: la metà dei morti italiani sono in Lombardia, 366 con meno di 50 anni.

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Undici giorni: è questo il tempo medio trascorso tra l’insorgenza dei primi sintomi da Covid-19 e il decesso in 32.938 pazienti morti in Italia a causa della pandemia. 

È il dato che emerge dall’ultimo report prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità che ha preso in considerazione una grande quantità di dati, considerando che al momento dell’elaborazione il totale complessivo dei morti nel nostro Paese era a quota 34.731.

L’indagine restituisce dunque un’immagine molto dettagliata delle caratteristiche dei pazienti che hanno perso la vita dopo essere risultati positivi al Covid-19: la prima, evidentissima, è che circa la metà di essi era residente in Lombardia (16.349), mentre la seconda regione più colpita, l’Emilia Romagna, ne ha 4.192.

report ISS covid

L’età media dei morti è di 80 anni e gli uomini sono stati colpiti in misura maggiore: 19.246 i deceduti, rispetto a 13.692 donne. Ci sono però anche 366 decessi sotto i 50 anni (l’1,1%) e tra loro 83 ne avevano meno di 40.

report ISS covid

Impressionanti i dati relativi ai tempi: dall’insorgenza dei sintomi al decesso sono passati in media 11 giorni, dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale 5, dal ricovero in ospedale al decesso 6. “Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso – fa notare l’Istituto Superiore di Sanità – è di 4 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non stati trasferiti (9 giorni contro 5)”. 

report ISS covid

Guardando ai sintomi, la febbre (76% dei casi) e la dispnea (74%), sono i più comuni: il 39% dei pazienti deceduti presentava febbre, il 6% diarrea e solo l’1% emottisi. Il 5,7% non presentava invece alcun sintomo al momento del ricovero.

report ISS covid

Analizzando le cartelle cliniche di 3.438 deceduti, si è osservato come il 59,7% presentasse tre o più patologie preesistenti, il 21,5% due, il 14,7% una e il 4,2% nessuna. Le più frequenti sono ipertensione arteriosa, diabete, cardiopatia ischemica e fibrillazione atriale.

La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (86% dei casi), meno usata quella antivirale (60%), più raramente la terapia steroidea (38%).

“Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di Covid-19 – sottolineano dall’Istituto Superiore di Sanità -. In 793 casi (23,4%), sono state utilizzate tutte e tre le terapie. Al 3,9% dei pazienti deceduti positivi all’infezione è stato somministrato Tocilizumab”. 

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