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Roncobello, l’Orobie Alps rinvia l’apertura: “Ci perdiamo, ma prima la sicurezza”

Il proprietario Paolo Barbanti: “Abbiamo aspettato tempi certi, nonostante prenotazioni e cerimonie saltate, oltre alle spese fisse”.

“Abbiamo deciso di posticipare l’apertura in attesa di misure definitive, per adottare tutte le norme necessarie alla sicurezza nostra e degli ospiti. A fine giugno, comunque, saremo pronti a ripartire”. Dopo essere rimasti chiusi ad inizio marzo, dopo le disposizioni nazionali e regionali sulle norme per contrastare la diffusione del Coronavirus, Paolo Barbanti ha deciso di non riaprire il suo Orobie Alps Resort a Roncobello prima di sabato 20 giugno, nonostante tre lunghi mesi di stop.

Una struttura con hotel, ristorante e spa a gestione familiare (una decina i dipendenti) che Paolo ha ereditato dal padre Luciano e dal nonno Tarcisio prima di lui: “La struttura è stata aperta dai miei nonni nel 1965, per poi essere gestita dai miei genitori dagli anni 90 fino al 2016, quando hanno passato il testimone a me ed a mia moglie Katia”.

Una chiusura “prolungata”, quella decisa da Barbanti, nonostante la possibilità di riaprire, a livello normativo, dalla metà di maggio. “La possibilità di lavorare, per le strutture ricettive, c’è quasi sempre stata – spiega -. Di fatto, però, erano i clienti a mancare, vista l’impossibilità degli spostamenti, quindi abbiamo deciso di rimanere chiusi. Oltre a questo, abbiamo voluto temporeggiare sulla riapertura per adottare tutte le misure necessarie per una ripresa in completa sicurezza”.

Hotel RoncobelloL'esterno dell'Orobie Alps Resort

Un tema complesso, perché la struttura di Barbanti comprende un ristorante indipendente, ma anche un hotel e la spa. “Offriamo diversi servizi, quindi per la riapertura dobbiamo osservare molteplici norme e disposizioni. In particolare, per quanto riguarda la spa, Regione Lombardia ha disposto l’accesso solo se presente all’interno della camera dell’ospite oppure ad uso esclusivo, come nel nostro caso. In questo senso, abbiamo pensato ad un uso esclusivo per ospite di 90 minuti, da prenotare attraverso il nostro sito web, per organizzare al meglio gli accessi”.

Hotel e ristorante, con prenotazioni e pranzi per cerimonie già fissati, tutti saltati a causa del Coronavirus. “Avevamo un calendario fitto, con attività del ristorante già programmate per diverse cerimonie, così come le prenotazioni regolari dell’albergo – spiega Barbanti – . La quasi totalità delle cerimonie siamo riusciti a confermarle per il prossimo anno, mentre le prenotazioni per l’albergo purtroppo sono state annullate. Le spese fisse, nel frattempo, rimangono”.

Hotel RoncobelloGli interni dell'hotel di Roncobello

Hotel Roncobello <br clear=all>

Spese che sono un altro tasto dolente che hanno convinto Barbanti a posticipare la riapertura. Oltre a quelle standard, si aggiungono infatti ulteriori spese date dalle norme imposte per la riapertura: “Anche quelle hanno un peso economico rilevante – osserva l’imprenditore – che si può ammortizzare solo con la certezza di una piena ripresa”.

Una riapertura da affrontare con coraggio, confidando anche in un rilancio dell’attività turistica. “Abbiamo da subito pensato alle modalità con le quali ripartire, non abbiamo mai pensato di tirarci indietro. Lo stop forzato si farà sentire nell’arco dell’anno, ma puntiamo comunque a recuperare le perdite. Spero che la macchina turistica possa rimettersi in moto al meglio, per aiutare l’economia di tutta la Valle Brembana”.

Nel frattempo, per l’Orobie Alps Resort, è già tempo di prenotazioni per il prosieguo dell’estate, soprattutto dall’estero. “Negli ultimi anni, abbiamo avuto un forte aumento della clientela estera, dovuto soprattutto alla crescita dell’aeroporto di Orio al Serio. Germania, Svizzera, Paesi Bassi, ma anche Israele e Stati Uniti. Abbiamo ricevuto diversi messaggi dai nostri clienti stranieri, hanno recepito positivamente il nostro impegno e la voglia di ripartire”.

Un pensiero va poi al personale medico ed infermieristico che si è speso per affrontare la battaglia contro il Covid-19. “Per l’occasione, abbiamo deciso di applicare uno sconto del 20% per il personale sanitario che abbia voglia di trascorrere una vacanza da noi. Abbiamo già ricevuto prenotazioni da medici ed infermieri di Bergamo, ma anche da Milano. Un piccolo gesto di vicinanza e riconoscenza per il grande lavoro che svolgono sempre e soprattutto in questo ultimo difficile periodo”. Un periodo dal quale si deve ripartire, con coraggio ed in sicurezza, senza mai tirarsi indietro.