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Zona rossa, i pm a palazzo Chigi: Conte sentito per 3 ore - BergamoNews
L'inchiesta

Zona rossa, i pm a palazzo Chigi: Conte sentito per 3 ore

Dopo di lui i ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese

È durata quasi tre ore la deposizione del premier Giuseppe Conte sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro. I magistrati bergamaschi Fabrizio Gaverini, Paolo Mandurino e Silvia Marchina con il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, sono a Palazzo Chigi per sentire anche i ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, tutti come persone informate sui fatti.

Il colloquio del ministro dell’Interno, subito dopo quello del presidente del Consiglio, è durato due ore mezza. A seguire spazio al ministro della Salute per altre due ore.

Se i magistrati avessero ipotizzato il reato (l’ipotesi è quella di epidemia colposa) di Conte, infatti, i pm per legge non avrebbero potuto andare a interrogarlo, ma avrebbero dovuto fare una richiesta formale mandando gli atti al tribunale dei ministri.

In seguito alle dichiarazioni del premier, entro 15 giorni il procuratore deve trasmettere gli atti al tribunale dei ministri se ipotizza che abbia commesso un reato. Stesso discorso per i ministri Speranza e Lamorgese.

“Non ho paura di finire indagato, ho agito in scienza e coscienza. Mi sono subito messo doverosamente a disposizione dei magistrati per informarli sulle circostanze di cui sono a conoscenza”, ha detto Conte in un’intervista a Repubblica. “No – dichiara – non temo affatto di finire indagato”.

Il presidente lo aveva già affermato, ribadendo che la sua non è “arroganza o sicumera”, ma serenità nei confronti dello svolgersi dei fatti. Alla domanda “Potesse decidere oggi, farebbe zona rossa quei due comuni?”, Conte risponde di no, “rifarei tutto quello che ho fatto, perché come ho detto ho agito in scienza e coscienza”.

Prima di Conte e dei ministri, i magistrati bergamaschi avevano ascoltato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera (ma anche una serie di tecnici, tra cui l’ex direttore generale del Welfare Luigi Cajazzo, nei giorni scorsi spostato dall’incarico) oltre al presidente della Confindustria lombarda Marco Bonometti.

Maria Cristina Rota in tv aveva parlato di responsabilità del governo sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro.

Giovedì Franco Locatelli, presidente del Css, ha dichiarato ad Agorà “Noi abbiamo sollevato l’attenzione sulle aree dove c’era il numero maggiore di casi e sono state fatte, con una tempistica stringente e non perdendo assolutamente tempo, tutte le analisi che hanno permesso al decisore politico di fare le scelte del caso”.

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