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Dai kart agli e-sport, Leonardo sogna il Mondiale: “Vorrei diventare pilota ufficiale”

Fra i piloti che hanno deciso di cimentarsi in quest'avventura "obbligata" dal virus, e cioè l'e-sport, il 17enne bergamasco Leonardo Caglioni che, dopo i trionfi nei kart, sta vivendo le prime esperienze nel campo delle ruote coperte con il Team Ombra Racing di Chignolo d’Isola.

Il Coronavirus ha mandato in frantumi i progetti di numerosi appassionati di motori che da mesi avevano programmato di seguire il proprio paladino, magari sugli spalti di uno dei circuiti che hanno caratterizzato la storia dei motori.

La pandemia non ha cancellato la loro passione, ma al contrario ha permesso di conoscere una nuova frontiera del mondo dell’automobilismo: l’e-sport.

Fra i piloti che hanno deciso di cimentarsi in quest’avventura vi è anche il 17enne bergamasco Leonardo Caglioni che, dopo i trionfi nei kart, sta vivendo le prime esperienze nel campo delle ruote coperte con il Team Ombra Racing di Chignolo d’Isola.

Leonardo, come ha trascorso questo periodo di stop dalle gare?

“Avendo a casa un simulatore, in questa fase ho avuto modo di allenarmi in vista del campionato e di prendere parte al Prologo Porsche Esport Carrera Cup Italia, competizione online di cui sono al comando a una gara dal termine”.

Quali sono le differenze fra le sfide virtuali e quelle dal vivo?

“La fisica della guida è diversa, per cui non si ha la sensazione di aver 485 cavalli sotto il sedile. Inoltre la responsabilità sulle spalle è inferiore rispetto alle kermesse reali, così come il divertimento. Questa tipologia di preparazione consente tuttavia di migliorare la concentrazione in gara e di imparare a commettere meno errori possibili, aspetti che in futuro potrebbero tornare utili”.

I valori messi in campo al simulatore sono i medesimi di quelli che si possono vedere in pista?

“Soltanto in parte, perché se un pilota ha talento può adattarsi molto bene al dispositivo, ma tutto dipende dall’impegno profuso da ogni atleta. Professionisti come i ‘sim driver’ trascorrono più tempo di noi al simulatore, motivo per cui riescono a ottenere un set up migliore del veicolo e tendono a esser più veloci in gara”.

leonardo caglioni kart

L’e-sport può esser il futuro dell’automobilismo agonistico?

“In questo periodo di chiusura l’e-sport ha preso parecchio piede, anche fra i piloti reali. Ciò non esclude che, se un atleta come me dovesse scegliere fra le competizioni virtuali e quelle in pista, punterebbe sicuramente sulle seconde”.

Tornando alla sua carriera, nel 2018 ha preso parte al Ferrari Driver Academy Camp. Ci racconta la sua esperienza a Maranello?

“Sono stati tre giorni bellissimi. Dopo aver svolto alcuni test fisici e mentali, abbiamo avuto modo di utilizzare simulatori professionali utilizzati presenti nella sede della scuderia e di girare nella pista privata di Fiorano Modenese. Grazie a questa opportunità sono stato selezionato per il Supercorso ACI e ho così conseguito la licenza per le Formula”.

A differenza di molti suoi colleghi, lo scorso anno ha deciso di lasciare il mondo dei kart e seguire la strada delle monoposto a ruote coperte. Ci spiega questa decisione?

“Dopo dieci anni di kart, era arrivato il momento di virare verso un nuovo ambiente. Ho svolto qualche test con la Formula 4, ma i costi per seguire il percorso che porta alla Formula 1 sono elevati senza aver la certezza di raggiungere il traguardo. Per questo motivo abbiamo preferito avvicinarci al Gran Turismo dove esiste concretamente l’opportunità di diventare pilota ufficiale di una casa automobilistica”.

leonardo caglioni kart

La prossima estate farà il proprio debutto nella Porsche Cup Suisse. Quali sono le sue aspettative?

“Essendo la mia prima stagione con questi veicoli l’idea è quella di non imporsi particolari obiettivi, ma di sfruttare l’annata per crescere e imparare il più possibile. Sicuramente mi porterò con me le basi acquisite nei kart, tuttavia la differenza di cilindrata in parte peserà”.

Durante i test svolti a Misano Adriatico nei giorni scorsi qual è stato l’impatto con la nuova vettura?

“Essendo stato fermo per parecchio tempo, durante i primi giri mi sentivo un po’ imballato. Con il passare dei chilometri la situazione si è sbloccata e ho ritrovato così il feeling con la macchina”.

In conclusione, qual è il sogno che vorrebbe realizzare in futuro?

“A differenza di molti colleghi, la mia ambizione è quella di diventare un pilota professionista nel Gran Turismo, oltre a poter partecipare alla Porsche Super Cup”.

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