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Le storie di chi ha perso un proprio caro e ora attraverso una denuncia vuole che i magistrati facciano luce sulla gestione della pandemia: mercoledì i primi 40 esposti

Sul volto indossano una mascherina con il nome del comitato di cui fanno parte, “Noi Denunceremo, verità e giustizia per le vittime di Covid 19”, nato da un gruppo Facebook durante l’emergenza. Nella mattinata di mercoledì 10 giugno le prime quaranta famiglie, bergamasche e non solo, si sono presentate in procura a Bergamo a depositare un esposto per chiedere giustizia in seguito al decesso di un familiare a causa del coronavirus. Vogliono che i magistrati facciano luce sulla gestione della pandemia e sapere se i loro cari sono morti anche a causa di negligenze.

Tre inchieste sono già state aperte negli uffici di piazza Dante. Una sull’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo, una sulle tanti morti nelle rsa bergamasche e un’altra sulla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano e Nembro.

Il comitato “Noi denunceremo” è coordinato dall’avvocato Consuelo Locati, che ha pure vissuto sulla propria pelle il dramma della perdita del padre Vincenzo di 78 anni:

Tante le storie documentate negli esposti presentati negli uffici di piazza Dante. Come quella di Cristina Longhini, farmacista di Bergamo, suo padre Claudio Alessandro di 65 anni è deceduto all’ospedale Papa Giovanni:

Anche Sara e Chiara Invernizzi di Azzano San Paolo hanno perso il papà, Armando di 66 anni:

Il padre di Laura Capella di Bergamo è morto all’ospedale  di Sondalo in soli due giorni:

Le persone che denunciano arrivano anche da fuori provincia, come questa famiglia varesina: