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Il Covid pesa anche sul calcio provinciale: il Villongo dice basta, a casa 220 ragazzi

Diverse piccole realtà sono alle prese con problemi economici legati alla crisi post pandemia

Il coronavirus pesa anche sul mondo del calcio dilettantistico. L’ultimo colpo è stato inferto al Villongo Calcio. Ma non è l’unico caso. La società, che la stagione scorso ha trionfato in Promozione guadagnando l’Eccellenza, ha annunciato lunedì 8 giugno che non riprenderà l’attività sportiva nel prossimo campionato.  Con il rammarico di tutti i propri tesserati.

Ma se la prima squadra e i ragazzi della Juniores stanno già avviando le trattative con alcune squadre della zona, interessate ad arruolare nei loro organici i talenti del Villongo, il destino più amaro tocca ai 220 ragazzi del settore giovanile. Per loro, al momento, nessuna certezza.

Nel comunicato stampa della società si mettono in evidenza i diversi fattori che hanno portato ad una decisione così difficile e amara. Primo fra tutti la volontà di disimpegno del presidente Adriano Signorelli, che dopo dodici anni alla guida della società ha sentito il bisogno di concedersi una pausa. Con molta tristezza ovviamente: “È stata una decisione sofferta, sia perché sono stati dodici anni bellissimi sia perché ci ho messo tanta passione. Ma negli ultimi anni mi è mancato l’entusiasmo, e credo che senza stimoli non abbia senso continuare. Ho l’impressione che avessi fatto il mio tempo”.

Signorelli aggiunge: “Senza questa decisione, si rischia anche di perdere un po’ di innovazione che al calcio serve”. Ma non nega il proprio supporto alla futura società, qualora si riuscisse a trovare una nuova proprietà: “Se si trovasse un altro Presidente potrei continuare come sponsor”. E poi le responsabilità, che per un Presidente di una squadra di calcio, oggigiorno, sono tante: “Il problema è che ho tante incombenze, e che da solo questo ruolo occupa tempo ed energie, sia fisiche che mentali”.

Ma oltre al desiderio di Signorelli di voler godere maggiormente del tempo libero con la propria famiglia, a 66 anni, ci sono altre questioni. Innanzitutto le difficoltà economiche. Le società dilettantistiche hanno spesso ai propri vertici imprenditori, che con l’emergenza coronavirus hanno avvertito pesanti cali di fatturato, che li hanno costretti a fare scelte dolorose.

A confermarlo è anche Luigi Potassa, il responsabile del settore giovanile: “Con la pandemia gli sponsor sono venuti a mancare. Il calcio è uno sport che costa, diversamente da quello che si può pensare, e il Covid e la crisi economica hanno fatto la loro parte in questa decisione amara e sofferta”. Il Villongo Calcio infatti si è adoperato negli ultimi anni per poter trovare un sostituto alla guida della società, ma gli sforzi sono stati vani. “Purtroppo non è facile trovare una persona pronta a rivestire questa carica, in quanto non si alimenta di sola passione per lo sport, ma si basa anche su garanzie economiche e stabilità organizzativa, data dai più stretti collaboratori” è quanto hanno riportato nel comunicato stampa.

Da ultimo, l’assenza di una struttura che possa ospitare tutti gli atleti. Il Villongo Calcio infatti ha avuto per anni in concessione il campo comunale. L’assenza di spazi, quindi, non permette la collocazione degli atleti.

Una sorte difficile, in questi tempi di Coronavirus, è toccata comunque anche ad altre squadre. Per rispondere alla crisi, nella Valcalepio è nata infatti una nuova società, la Real Calepina FC, che unisce le realtà calcistiche di Telgate, Chiuduno e Grumello del Monte. Come si legge anche nel loro annuncio su Instagram: “La Real Calepina FC nasce dalla volontà di superare la crisi portata dal Coronavirus e che ha messo in ginocchio il mondo dilettantistico, con l’intento di rilanciare le società coinvolte nella fusione, per renderle più competitive e in grado di affrontare con rinnovata fiducia il futuro. Diventare più grandi, per vincere tutti insieme”.

Nella speranza che anche per i ragazzi del Villongo Calcio si possa arrivare a una soluzione, la società vuole rivolgere il proprio ringraziamento per gli anni trascorsi insieme: “Vogliamo ringraziare sinceramente tutte le numerose persone che hanno alimentato questa bellissima società: allenatori, giocatori, responsabili, vice allenatori, accompagnatori, custodi, autisti, bariste, segretari, così come tutti coloro che ci hanno sostenuto economicamente. Soprattutto un grosso grazie a voi genitori che avete sempre riposto in noi la vostra fiducia, affidandoci la cosa più importante per voi: i vostri figli”. E anche Luigi Potassa, responsabile del settore giovanile, lancia il proprio pensiero: “Mi auguro che l’amministrazione comunale possa prendersi carico dei nostri 220 ragazzi”.

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