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Alzano, il bar in piazza: “Paura e pochi clienti, ma 20 euro fanno la differenza”

Xu Xiuxiu è ad Alzano da 8 anni: "Siamo in difficoltà come tutti, ma non abbiamo alzato i prezzi: anche un piccolo incasso mi aiuta a dar da mangiare ai miei due figli piccoli".

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Al nostro arrivo i suoi occhi si illuminano e da una seduta nel piccolo dehor di fronte al locale con uno scatto ci raggiunge all’interno: “Caffè?”.

Xiuxiu Xu è arrivata in Italia dalla Cina 13 anni fa e da 8 si è trasferita ad Alzano Lombardo: gestisce il Caffè del Museo in piazza Italia, prospiciente la basilica di San Martino.

Nonostante si trovi incastonato in un angolo della piazza, in posizione privilegiata tra le caratteristiche vie del centro ricche di boutique e attività storiche, e la bella giornata di sole inviti a trascorrere del tempo all’aperto, di clienti ce ne sono pochissimi: d’altra parte qui, nel pieno epicentro bergamasco della pandemia Coronavirus, “cautela” è ancora la parola d’ordine.

Alla fine del lockdown, lunedì 18 maggio, l’unica preoccupazione di Xu Xiuxiu è stata quella di sanificare tutto il locale per prepararlo a riaccogliere i clienti: “Abbiamo aperto solo il mercoledì, due giorni dopo, per fare tutte le pulizie – spiega con orgoglio – Nonostante fossimo rimasti senza entrate per tre mesi dovevamo sostenere queste spese se volevamo ripartire”. 

Mesi non facili, quando già prima dell’esplosione dell’emergenza nella Bergamasca la diffidenza era molta, forse a causa delle sue origini: “Siamo sempre stati chiusi in casa, non è stato semplice – continua – Ho due figli piccoli a cui pensare e a cui assicurare sempre un pasto. Ho provato a chiedere il finanziamento da 25mila euro, ma non ho avuto risposte: senza quello faccio davvero fatica, perchè le bollette arrivano comunque. Anche se per i mesi di chiusura il parrocco, che è il proprietario dei muri, non mi ha chiesto il pagamento dell’affitto. È stato un bel gesto”.

Nonostante le difficoltà, al Caffè del Museo i prezzi non sono variati: “So che qualcuno ha pensato di alzarli, per recuperare un po’ quello che non ha guadagnato – sottolinea Xiuxiu – Noi abbiamo deciso di tenere gli stessi, perchè tutti sono in difficoltà, anche i clienti. Per quello che vediamo la gente ha ancora paura, esce poco e se ha del denaro da spendere preferisce farlo al ristorante”.

Il solito giro di clienti fatica a rimettersi in moto, ma Xiuxiu Xu ha scelto lo stesso di tenere aperto il locale e di non aspettare tempi migliori: “Devo farlo – ammette – Perchè per me anche un incasso di 20 o 50 euro al giorno fa la differenza per dare da mangiare ai miei bambini. La situazione è complicata a livello economico, in questo momento se qualcuno dovesse dimostrarsi interessato a questa attività potrei anche pensare di venderla”. 

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