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Acquisizione del controllo di Ubi Banca, via libera dalla Bce a Intesa San Paolo

L’autorizzazione fa seguito alla presentazione alla predetta autorità dell’istanza corredata delle idonee informazioni a supporto della validità degli obiettivi strategici dell’operazione

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Con riferimento all’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria avente ad oggetto massime n. 1.144.285.146 azioni ordinarie di Unione di Banche Italiane S.p.A. (“UBI Banca”), comunicata in data 17 febbraio 2020 e oggetto di successivo comunicato stampa di avvenuto deposito del documento di offerta presso Consob in data 6 marzo 2020, nonché di aggiornamento in relazione al corrispettivo per la cessione a BPER Banca di un ramo d’azienda del Gruppo risultante dall’unione con UBI Banca in data 19 marzo 2020 e ai benefici dell’operazione di acquisizione di UBI Banca previsti per gli stakeholder in data 5 maggio 2020, si rende noto che in data odierna Intesa Sanpaolo ha ricevuto dalla Banca Centrale Europea l’autorizzazione preventiva all’acquisizione diretta di una partecipazione di controllo – pari almeno al 50% del capitale più un’azione – in UBI Banca, nonché per l’acquisizione indiretta di una partecipazione di controllo in IW Bank S.p.A., ai sensi degli artt. 22 e 23 della Direttiva (UE) 36/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 e degli artt. 19 e 22 del D. Lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (“TUB”).

L’autorizzazione fa seguito alla presentazione alla predetta autorità dell’istanza corredata delle idonee informazioni a supporto della validità degli obiettivi strategici dell’operazione, finalizzati al
rafforzamento della sostenibilità della creazione di valore per tutti gli stakeholder e resi noti al mercato, tra cui in particolare:

• incremento della massa critica, e contestuale raggiungimento di una maggiore capillarità in mercati geografici precedentemente meno presidiati, al fine di conseguire significative sinergie
di costo, derivanti dalle economie di scala e dalla capacità di operare efficientemente con una struttura operativa agile, liberando al contempo importanti risorse per gli investimenti, in
particolare quelli tecnologici;

• sinergie di ricavo derivanti dall’incremento della produttività per cliente e per sportello e della redditività anche grazie all’efficientamento derivante dall’integrazione delle fabbriche di
prodotto nei segmenti di business ad alto valore aggiunto (in particolare wealth management & protection), facendo leva su un modello di distribuzione e offerta internalizzato;

• capacità di attrarre nuovi talenti con un forte impegno a sostenere la crescita del core business attraverso nuove assunzioni, favorendo in tal modo il ricambio generazionale all’interno del
Gruppo senza impatti sociali;

• allineamento alle best policies creditizie e di risk management di Intesa Sanpaolo;

• mantenimento di una dotazione patrimoniale solida anche all’esito dell’operazione;

• accelerazione del de-risking degli attivi di UBI Banca senza oneri per gli azionisti, aumentando il grado di copertura dei crediti deteriorati ai livelli di Intesa Sanpaolo e riducendo i crediti unlikely
to pay e in sofferenza.

A seguito dell’autorizzazione ricevuta da parte della Banca Centrale Europea, Intesa Sanpaolo ritiene, pur non disponendo tuttora di informazioni in merito ai possibili effetti pregiudizievoli della
pandemia da COVID-19 su UBI Banca, che ragionevolmente dalla pandemia non derivino effetti tali da modificare negativamente l’attività di UBI Banca e/o la situazione finanziaria, patrimoniale,
economica o reddituale sua e/o delle società del Gruppo UBI (oltre ad analoghi effetti per l’Offerta e per Intesa Sanpaolo); di conseguenza, Intesa Sanpaolo non includerà tra le condizioni di efficacia dell’Offerta la pandemia da COVID-19 e i suoi effetti come indicati al punto (v) del paragrafo 1.5 della comunicazione pubblicata dalla Banca il 17 febbraio 2020 ai sensi dell’articolo 102, comma 1, del TUF e dell’articolo 37 del Regolamento Emittenti.

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