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Mattarella: “Sono fiero del mio Paese, inaccettabile dividersi ora”

Il capo dello Stato ha chiesto di tornare allo spirito costituente, per uscire da quello che definisce "un incubo globale". E se ne esce "soltanto insieme", come allora, nel 1946, dopo la guerra.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla vigilia della festa della Repubblica che trascorrerà a Codogno, dai giardini del Quirinale ha lanciato un appello all'”unità morale” che viene “prima della politica”. Un invito rivolto al Paese, ma anche alla maggioranza e all’opposizione in Parlamento. Il capo dello Stato ha chiesto di tornare allo spirito costituente, per uscire da quello che definisce “un incubo globale”. E se ne esce “soltanto insieme”, come allora, nel 1946, dopo la guerra.

“L’Italia in questa emergenza ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese”, ha detto lunedì sera in un discorso alla nazione in diretta televisiva.

“Mi permetto di invitare, ancora una volta, a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica né la diversità dei ruoli istituzionali. Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri”.

Perché, con una pandemia in corso, la festa della Repubblica quest’anno più che mai “interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dover di essere all’altezza” del dolore, della speranza e del bisogno di fiducia scaturiti in questi mesi. “C’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite: qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo”.

“Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale”.

Frasi particolarmente significative se si pensa che oggi, martedì 2 Giugno, la destra occuperà le piazze d’Italia per una manifestazione politica, anti governativa. L’esatto opposto di quanto auspicato dal presidente della Repubblica.

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