L'addio

Il lago, Christo e Floating Piers: “16 giorni di bellezza e follia che hanno scritto la storia” fotogallery

I sindaci di Sarnico, Montisola e Sulzano ricordano l'artista morto all'età di 84 anni: nel giugno 2016 portò il Sebino all'attenzione del mondo

Serviva un miracolo per portare un piccolo lago all’attenzione del mondo. C’è riuscito Christo: l’uomo che ha fatto camminare sulle acque del Sebino oltre un milione di persone.

Un evento planetario (che non ha messo tutti d’accordo, ma che tutti ha fatto parlare) del quale oggi rimane soltanto il ricordo. Quello sì indelebile. Del resto, Christo lo aveva promesso: “Rimuoveremo ogni parte di ‘The Floating Piers’ nel corso di tre mesi e lasceremo il lago d’Iseo come se non fossimo mai stati qui”.

Il maestro della land-art si è spento domenica 31 maggio a 84 anni, nella sua casa di New York “per cause naturali”, ha fatto sapere il suo staff.

Tra le tante persone che lo hanno ricordato c’è il sindaco di Sarnico Giorgio Bertazzoli. Impossibile per lui – primo cittadino con un debole per l’arte – ripensare a quel giugno 2016 senza provare un filo di nostalgia. “Sedici bellissimi e folli giorni dove oltre 1 milione e 300mila persone sono venute a visitare la famosa passerella galleggiante color Dalia – ha scritto sul suo profilo Facebook -. Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Christo, di conversare con lui e soprattutto di ascoltarlo. Era un visionario, un sognatore, un artista a tutto tondo”.

“Un artista che ha scritto una pagina indelebile nella storia di questo territorio – aggiunge il sindaco di Montisola Fiorello Turla, che a Christo ha pure conferito la cittadinanza onoraria -. Da un punto di vista personale è come se avessi perso un nonno – confida – perché nei due anni in cui ci eravamo visti, conosciuti e frequentati si era creato un forte legame affettivo. Lo abbracciavo e sentivo il calore di un parente stretto, quel senso di tenerezza tipico dei nonni che non dimenticherò mai. Lo ringrazio per avermi fatto vivere un’esperienza indimenticabile”.

Durante una sua visita a Bergamo, Christo disse: “Essere un artista non è una professione, ma è vivere, esistere. Non c’è giustificazione all’arte: l’artista produce per un’incontenibile necessità di fare qualcosa, quella cosa che ha in testa, anche quando sembra che non ci sia alcun senso”.

“Realizzò un’opera che molti giudicavano impossibile – ricorda il Comune di Sulzano – rendendoci tutti più consapevoli che la bellezza può muovere il mondo e che i sogni non hanno età e non conoscono limiti. Il suo spirito rimarrà per sempre nella memoria del lago”.

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