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Ortofrutta

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Freschi e di qualità, il momento dei meloni: assaggiali in insalata

Sta terminando l'offerta siciliana ed entra nel vivo quella del centro-nord Italia e nella massa la qualità è soddisfacente

Sono i meloni il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo bergamasco. Sta terminando l’offerta siciliana ed entra nel vivo quella del centro-nord Italia e nella massa la qualità è soddisfacente.

I quantitativi disponibili sono inferiori rispetto a quelli di una stagione abituale per effetto dell’andamento climatico che ha inciso negativamente sui primi stacchi delle regioni italiane settentrionali. A causa dei volumi minori, i prezzi al momento risultano piuttosto sostenuti ma tendenti al ribasso e progressivamente dovrebbero diminuire.

Grandi classici della bella stagione, annoverano svariate proprietà per la salute e il benessere dell’organismo.

Innanzitutto, sono una buona fonte di vitamina A, nella forma di betacarotene, che aiuta a combattere i radicali liberi, considerati responsabili dell’invecchiamento cellulare e di gran parte delle malattie degenerative. Contengono, inoltre, vitamine del gruppo B, che effettuano una funzione tonificante, migliorativa della capacità visiva e rinforzante per ossa e denti.

Come si può facilmente notare sin dal primo morso, sono ricchi di acqua e per questo sono gradevoli da consumare nei mesi più caldi dell’anno.

Grazie alla loro composizione, svolgono un’azione dissetante e rinfrescante ma hanno anche un prezioso effetto diuretico e depurativo.

In cucina si possono mangiare freschi, semplicemente tagliati a fette e magari abbinati a prosciutto crudo, oppure è possibile adoperarli per svariate ricette. Si usano, per esempio, come valore aggiunto per primi piatti (pastasciutta o creme) e dessert come torte o semifreddi, ma anche come contorno per accompagnare secondi di carne o pesce.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, si registra un cambiamento degli areali produttivi di kiwi. Adesso i luoghi d’origine sono Nuova Zelanda e Cile: nel primo caso il costo è maggiore ma in termini assoluti viene garantito un livello qualitativo superiore.

Sono molte le varietà di albicocche disponibili, anche se quelle precoci sono state danneggiate dalle gelate tardive. I volumi su cui si può contare sono piuttosto scarsi e questo rende i prezzi nella media più elevati rispetto alla norma.

Per le ciliegie ci troviamo nel momento in cui si passa dalle varietà precoci a polpa tenera a quelle con consistenza superiore e maggior grado zuccherino. Le quotazioni rimangono stabili perchè cambia la qualità del prodotto. I prezzi risultano elevati sopratutto per la merce di grossa pezzatura.

Termina la campagna delle fragole della Basilicata ma l’offerta di questi frutti aumenta in termini di disponibilità varietale perchè iniziano gli approvvigionamenti dal Trentino e dal Piemonte, mentre il Veneto e l’Emilia Romagna entrano nel pieno del raccolto e ce ne sono anche locali. La forbice di prezzo è decisamente ampia: attualmente il prodotto più caro è quello trentino e quello più conveniente è quello veronese.

È buona la presenza di pesche e nettarine (al momento queste ultime hanno un costo maggiore). Si denota una discreta quantità di prodotto spagnolo perché, anche in questo caso quello nazionale (campano e pugliese) non è reperibile in grandi quantitativi. A incidere sono le condizioni climatiche sfavorevoli alla maturazione dei frutti e il rallentamento della resa lavorativa sulle linee di confezionamento a causa delle restrizioni anti-Covid.

Per le angurie si trova prodotto marocchino, spagnolo, greco e siciliano. Quest’ultimo è in grado di esprimere la miglior qualità ma a fare la vera differenza è la selezione operata dai singoli produttori.
Inizia una prima offerta di uva siciliana, con prezzi commisurati alla scarsa quantità di merce disponibile.

Passando al comparto orticolo, sono in rialzo i cavolfiori perché cambia l’areale produttivo di riferimento: ora la maggior parte arriva dal nord Italia mentre fino alla scorsa settimana era possibile reperire anche prodotto meridionale.

È buono il rapporto qualità-prezzo dei fagiolini di tipo Boby nazionali. Ci sono anche quelli locali, selezionatissimi e curatissimi, raccolti a mano e con prezzi più alti.

Infine, è conveniente il prezzo delle melanzane e l’areale produttivo di riferimento è il Veneto, mentre sono stabili le zucchine, che provengono soprattutto dal Veneto.

LA RICETTA DELLA SETTIMANA

insalata ceci gamberetti melone

Insalata ceci, gamberetti, melone
da Fatto in casa da Benedetta

Ingredienti

350/400 g di ceci
100 g di gamberetti
1 gambo di sedano
2-3 fette di melone
buccia e succo di limone
Sale q.b.;
olio q.b

Procedimento

Versiamo i ceci già cotti nell’insalatiera.

Aggiungiamo i gamberetti già cotti, un gambo di sedano tagliato a dadini, due o tre fette di melone tagliate a pezzetti.

Versiamo i ceci già cotti nell’insalatiera. Aggiungiamo i gamberetti già cotti, un gambo di sedano tagliato a dadini, due o tre fette di melone tagliate a pezzetti.

Quindi aggiungiamo il sale e l’olio di oliva.

Infine uniamo la scorza grattugiata e il succo di mezzo limone.

Mescoliamo e serviamo l’insalata di ceci, gamberetti e melone.

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