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“Palermo sostiene con gioia la candidatura di Bergamo capitale della cultura”

Il primo cittadino di Palermo non manca di esprimere il proprio giudizio positivo, sottolineando che "in questi mesi di lutto e dolore si è rinsaldato un rapporto di auto-aiuto tra Bergamo e Palermo, tra il primo cittadino Giorgio Gori e la mia città".

Il sindaco Leoluca Orlando, ha “sfruttato” con lungimiranza l’anno che ha visto Palermo capitale della cultura. Nel capoluogo siciliano il prestigio di questa occasione, due anni fa, è servito a rilanciare turismo e non solo. Soprattutto a mettere a fuoco le culture, come piace descriverle al primo cittadino: “Noi non abbiamo un assessore alla cultura, abbiamo l’assessorato alle culture”.

E il 2023 può essere un’opportunità imperdibile anche per Bergamo e Brescia, che da alcuni giorni sono in pista, insieme, per ottenere questo riconoscimento che, diciamolo, visto il momento particolarmente difficile per via della pandemia che ha colpito le due realtà lombarde, sarebbe un giusto ed equo segnale.

Il sindaco Orlando peraltro ne è convinto e, ascoltato in proposito da Bergamonews, non manca di esprimere il proprio giudizio, sottolineando che “in questi mesi di lutto e dolore si è rinsaldato un rapporto di auto-aiuto tra Bergamo e Palermo, tra il primo cittadino Giorgio Gori e la mia città”.

Professore, abbiamo sentito i palermitani solidali e vicini in questi mesi, qui a Bergamo.

Noi abbiamo seguito con grandissima solidarietà quello che è accaduto in Lombardia, a Milano, ma soprattutto a Bergamo e Brescia, particolarmente colpite dalla pandemia. Palermo è per fortuna in fondo alla classifica dei capoluoghi di regione per numero di contagi e anche per questo ha potuto fare qualcosa di concreto.

Cosa?

La collaborazione  è nata da quella comitiva bergamasca di 28 turisti in un albergo palermitano. Con una prima signora che ha mostrato i sintomi Covid (eravamo a fine febbraio, ndr). Ho toccato con mano la straordinaria professionalità dell’albergo e del direttore dell’hotel, che non conosco ma ho ringraziato. Pensi che sono stato chiamato alle 2.30 quella notte tra sabato e domenica quando è stato riconosciuto che la signora era contagiata. Non ho più dormito, chiaramente, pensando alla salute della donna, dei turisti tutti e della città”.

Poi cosa è successo?

Che il vostro sindaco, Giorgio Gori, con cui sono in collegamento continuo, mi ha mandato una lettera bellissima ringraziando Palermo per aver accolto in modo solidale quei 28 turisti, non solo all’albergo ma anche a livello sanitario. Ma non è finita qui.

Perché?

Siamo stati la prima regione italiana che ha accolto due gravissimi malati bergamaschi all’ospedale Civico, usciti entrambi dalla zona di pericolo. Poi il giornalista delle Iene Ismaele La Barbera, dopo un bellissimo servizio televisivo, ha fatto sì che da Bergamo venisse riempito un tir di tablet per una scuola di un quartiere di Palermo. E infine… i diecimila (o erano dodicimila? Comunque un attentato alla linea) cannoli mandati nella vostra città per ringraziare.

Diciamo allora che è stato un periodo difficile, ma insieme positivo per i rapporti umani che si sono creati?

E che non finiscono qui. Io non ho alcun problema a dichiarare che sostengo con forza e con gioia la candidatura di Bergamo e Brescia a capitale della cultura. Lo dico anche da presidente dell’Anci Sicilia: se qualche comune della mia regione vuole proporsi, rispondo che, mi spiace, ma punto su Bergamo.

Perché?

Perché quello di cui ho parlato finora “è” cultura. Un segno di altissima cultura positiva. La capitale della cultura non è la bellezza dei monumenti, anche se Bergamo e Brescia hanno bellezze storico-ambientali estremamente significative. Posso avere monumenti bellissimi, ma importante è come li vivo, come li viviamo. Contano le bellezze umane che c’erano già e questo virus ha fatto emergere. Fondamentale è stare dentro una visione e un progetto che coinvolga le periferie, gli spazi sperduti, che parli alle comunità non a scatole chiuse. Che parli di vita vera, vissuta. E voi ci siete dentro, in pieno.

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