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Latte, industria abbassa il prezzo alla stalla: “Non copre neanche i costi di produzione”

Una proposta "inaccettabile"

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“A dispetto dei contratti in vigore, l’industria del latte sceglie di abbassare il prezzo riconosciuto agli allevatori secondo una logica più speculativa che reale”. È quanto afferma la Coldiretti Lombardia a conclusione del tavolo di confronto con Italatte che fa capo al gruppo francese Lactalis, la più importante industria casearia a livello nazionale, che ha deciso di diminuire il prezzo riconosciuto alla stalla contravvenendo a quanto stabilito nei contratti ancora in essere, sempre rispettati dagli allevatori.

La situazione di incertezza che stiamo vivendo a causa dell’emergenza coronavirus – precisa la Coldiretti Lombardia – non può tradursi automaticamente in un ribasso del prezzo tale da non coprire nemmeno i costi di produzione. Tutto questo, peraltro, mentre le quotazioni del latte spot sono aumentate del 7% in valore nell’ultimo mese, i prezzi allo scaffale sono cresciuti e il canale Ho.re.ca è ripartito.

“In un momento delicato come questo in cui il sistema Paese tenta di ripartire – afferma Alberto Brivio, presidente di Coldiretti Bergamo – tutti dovrebbero appellarsi al senso di responsabilità e sostenere la produzione nazionale, privilegiando negli approvvigionamenti delle industrie e della distribuzione commerciale il Made in Italy. In gioco c’è il futuro di un settore che solo in Lombardia produce oltre il 40% del latte italiano grazie al lavoro svolto in più di 5 mila allevamenti con 500 mila vacche da latte”.

Quando una stalla chiude – conclude la Coldiretti – si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento”

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