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Fontana ai pm: “Zona rossa? Nessuna pressione dal mondo economico” fotogallery video

Il presidente della Regione ha risposto ai pm bergamaschi che l'hanno sentito come persona informata sui fatti in merito all'inchiesta sulla mancata zona rossa nei comuni della Val Seriana

“Era pacifico che la decisione di isolare Alzano e Nembro spettava al Governo, dato che era già stato inviato l’Esercito”. Attilio Fontana ha risposto così ai pm bergamaschi che venerdì mattina l’hanno sentito come persona informata sui fatti in merito all’inchiesta sulla mancata zona rossa nei comuni della Val Seriana con il focolaio bergamasco del Covid 19. Ha anche negato di aver ricevuto pressioni dal mondo economico.

Il presidente di Regione Lombardia ha parlato per due ore e mezza di fronte a tre magistrati, tra cui il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, che non ha replicato alle dichiarazioni di Matteo Salvini che ha definito vergognosa la convocazione in procura a Bergamo di Fontana.

Il governatore, in un clima collaborativo, avrebbe pure fornito chiarimenti sulla chiusura e immediata riapertura del pronto soccorso dell’ospedale Fenaroli di Alzano domenica 23 febbraio, quando erano stati individuati i primi due pazienti contagiati.

Sulle rsa, e le tante morti sospette, gli sarebbero state poste solo domande sul significato delle delibere regionali.

Il legale di Fontana, l’avvocato Jacopo Pensa, assente a Bergamo, ha dichiarato: “Il presidente della Regione è stato convocato dai pm in qualità di persona informata sui fatti con lo spirito autentico di ascoltare una persona che ha contribuito ad accrescere il loro patrimonio conoscitivo sulle vicende relative al Coronavirus e a chiarire eventuali dubbi”.

“La procura di Bergamo sta svolgendo indagini serrate al fine, in primis, di ricostruire i fatti così come si sono svolti in relazione sia all’ospedale di Alzano Lombardo che nelle diverse Rsa della provincia – ha spiegato il pm Rota in serata – . Seconda tappa sarà accertare se vi sia nesso di causalità tra i fatti come ricostruiti e gli eventi e, in caso affermativo, stabilire a chi fanno capo le responsabilità”.

“Si tratta di indagini lunghe e complesse che richiederanno tempo. Vi è da parte della popolazione bergamasca richiesta di giustizia e vi è il dovere nostro di accertare i fatti facendo la massima chiarezza su di essi, la cui valutazione sarà operata con particolare attenzione tenuto conto di tutte le particolarità della delicata situazione”.

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