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Polizia Locale contraria agli assistenti civici: “Rischiano aggressioni dai cittadini”

"Non vorremmo ritrovarci a dover intervenire in episodi in cui possano essere oggetto di resistenze o aggressioni da parte dei cittadini irrispettosi delle norme"

La sezione bergamasca del sindacato di Polizia locale Diccap-Sulpm si dice contraria al bando per il reclutamento di 60.000 “assistenti civici” annunciato nelle scorse ore dal Governo.

“Da quanto abbiamo capito – scrive il rappresentante provinciale Giovanni Novali – il loro compito sarà quello di aiutare le autorità locali a gestire la fase due dell’emergenza sanitaria; nello specifico dovranno fornire corrette informazioni sui comportamenti virtuosi e quindi segnalare eventuali violazioni delle norme alle forze dell’ordine, ovvero alle Polizie Locali che di conseguenza dovranno intervenire.

Come sindacato di categoria siamo contrari all’inserimento di tale figura che oltre a “osservare” e “informare i cittadini” pare che non avrà le qualifiche per fare altro; crediamo che soprattutto in questo periodo delicato in cui assistiamo a numerosi aggressioni fisiche e verbali ai danni delle Forze di Polizia, il Governo al posto di creare nuove “figure addette al controllo” debba impegnarsi a valorizzare e tutelare coloro che già sono titolari di funzioni e qualifiche di polizia utili al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana.

Non vorremmo ritrovarci a dover intervenire in episodi in cui gli assistenti civici possano essere, anche loro , oggetto di resistenze o aggressioni da parte dei cittadini irrispettosi delle norme ; in quel caso il tempo dedicato per gli interventi sarebbe raddoppiato, quindi l’aiuto di questi nuovi soggetti andrebbe a scemare.

È trent’anni che la Polizia Locale attende e rivendica una riforma del settore con la relativa equiparazione alle Forze di Polizia dello Stato che potrebbe contribuite non solo a una giusta valorizzazione e impiego del personale, ma anche a un necessario coordinamento tra i vari comandi di Polizia Locale sia a livello nazionale che regionale.

Gli oltre 60.000 operatori della Polizia Locale italiana al servizio dei cittadini hanno dimostrato sempre di essere disponibili e preparati non solo sull’attività ordinaria di sicurezza urbana ma anche nelle situazioni di emergenza che hanno interessato e interessano il nostro Paese, mettendo a rischio la propria incolumità e in alcuni casi perdendo la vita.

Se il Governo ha trovato il tempo per creare la figura dell’assistente civico, ci auspichiamo che ne possa impiegare altro per legiferare celermente la riforma della Polizia Locale; e magari nell’attesa che ciò avvenga possa concedere agli agenti la possibilità di percepire l’indennità di ordine pubblico ogni qual volta sia impiegato in servizi particolari e non solo durante il periodo di emergenza epidemiologica”.

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