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Omosessualità: cosa pensano i ragazzi bergamaschi

Abbiamo chiesto a 308 ragazze e ragazzi cosa pensano dell’omosessualità: ecco le loro risposte

La fase due riparte al meglio – si fa per dire – con una pessima notizia dell’Ungheria: “I transessuali non esistono, esiste solo il sesso di nascita”.

Si potrebbe terminare l’articolo dopo questa frase perché questo fatto si commenta già da solo, ma cerchiamo di capire come mai questa legge non è soltanto di cattivo gusto, ma anche illegale.

Questa legge viola quasi tutti gli articoli presenti nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo, emanata il 10 dicembre del 1946 dall’Organizzazione delle Nazioni unite, la quale pone come ideale comune per tutti gli Stati. Se fare riferimento a questo documento può sembrare troppo aulico, benché vero, si potrebbe semplicemente adottare un vecchio proverbio che, parafrasato, enuncia che chi pensa agli affari propri ha davanti a se una vita lunga; in altre parole: “una persona trans è prima di tutto una persona e cosa vuole fare con il suo corpo non riguarda nessun altro se non la persona stessa.”

A pochi giorni dalla giornata mondiale contro l’omo-bi-transfobia, Orban e tutto il parlamento ungherese hanno deciso di colpire al cuore la comunità LGBT+Q.

Voliamo un attimo in Italia, più precisamente nella nostra bella Bergamo; abbiamo chiesto a 308 ragazze e ragazzi cosa pensano dell’omosessualità.

Partiamo da un dato preliminare: il 43% dei ragazzi che hanno svolto il sondaggio proposto, quasi la metà, sono gay, lesbiche o bisessuali (ammetto di essere stata richiamata, correttamente, da due ragazze perché è restrittivo racchiudere tutte le sfumature della sessualità con “gay”, “lesbica”, “bisex” ed “etero” ). 89 ragazzi etero hanno avuto esperienze omosessuali per gioco (39%), per curiosità (46%) o per chiarire un dubbio sulla propria sessualità (7%).

Gli eterosessuali che non hanno provato esperienze omosessuali hanno motivato il comportamento dicendo che sono sicuri del proprio orientamento (49%), che rabbrividiscono al pensiero di baciare una persona dello stesso sesso (21%) e ben il 30% ha ammesso di voler provare un’esperienza omosessuale, ma di non aver avuto l’occasione per farlo.

Il 65% degli intervistati è favorevole alle adozioni tra persone dello stesso sesso, perchè “ogni bambino ha diritto alla famiglia”, mentre il 16,3% è pro all’adozione “perchè ogni persona omosessuale ha diritto alla famiglia”. Alcuni, invece, sono contrari o confusi, come loro stessi ammettono; c’è chi non ha mai approfondito davvero la questione, c’è chi crede che il bambino verrebbe bullizzato dai compagni di classe e c’è chi ritiene che un bambino debba avere sia una madre che un padre.

Nessun dubbio per le unioni civili: il 90% dei ragazzi intervistati è favorevole. Niente sorprese particolari, fortunatamente, anche per le risposte alla domanda: “Cosa pensi delle persone omosessuali?”. Il 98% pensano che “sia naturale esserlo” e ammettono che non gli interessa l’orientamento sessuale di una persona.

In altre parole, secondo questi dati, i giovani bergamaschi sono orgogliosi di ammettere che non pensano nulla di male contro le persone omosessuali o bisex, ma pensano il peggio degli omofobi.

All’inizio di questa ricerca sono stata contattata tramite Instagram da un ragazzo, che non conoscevo e che per caso si era imbattuto nel sondaggio che ho realizzato e diffuso via internet, per raccontarmi la sua storia.

“Ciao Cami. Prima di tutto mi presento. Io sono Christian (…) Ti scrivo appunto per parlarti di quella che è stata la mia “esperienza” e di come l’ho vissuta. Non entrerò nei dettagli, ma ho dei pensieri o magari delle esperienze che mi piacerebbe raccontarti”

Mi ha raccontato la sua storia, una storia vecchia e purtroppo sentita troppe volte: E’ stato preso di mira perché omosessuale e schernito per il suo orientamento sessuale, gli è stato augurato di morire e senza nemmeno ascoltare il suo pianto.

“Credo che nessuno, sappia il dolore che prova qualcun altro. Siamo diversi – racconta Christian- c’è chi la prende sportivamente e chi invece è più vulnerabile. Perciò̀ date peso a ciò che dite. Penso che le parole facciano più male di qualche sberla o pugno. Quando mi offendevano e mi sputavano addosso perché gay, piangevo dalla rabbia perché oltre ad avermi fatto del male mi chiedevo perché. Perché proprio io? E per troppo tempo mi sono sentito sbagliato, dimenticando che sono anche io una persona, dotata di vulnerabilità̀, forza e coraggio.”

Ed è proprio questo coraggio che lo ha reso libero. Ammette che le parole fanno male, è innegabile, ma sono solo parole.

Non credo che Orban leggerà mai questo articolo, ma spero che lo leggeranno molti ragazzi perchè è normale essere etero, omosessuali, bisessuali o qualsiasi altra declinazione appartenente al mondo LGBT+Q e dobbiamo assolutamente tenerlo a mente affinché nessun altro “Christian” si senta un errore perchè ama una persona del suo stesso sesso.

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