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Misiani e il Recovery fund: "Abbiamo il dovere di utilizzare al meglio queste risorse" - BergamoNews
Il commento

Misiani e il Recovery fund: “Abbiamo il dovere di utilizzare al meglio queste risorse”

Il viceministro di Bergamo: "Dobbiamo saper mobilitare attorno a un progetto strategico di rilancio (un Recovery Plan italiano) non solo i fondi della UE, ma anche un volume paragonabile di risorse nazionali, pubbliche e private".

Antonio  Misiani, viceministro di Bergamo dell’Economia e delle Finanze, commenta la proposta di Ursula Von Der Leyen sul Recovery fund definendola “una grande opportunità per l’Italia”.

Le risorse potenzialmente in campo per il nostro Paese, dichiara, “sono molto importanti: 173 miliardi, di cui 82 sotto forma di contributi e 91 come crediti”.

Per cogliere appieno questa opportunità “abbiamo il dovere di utilizzare al meglio queste risorse, evitando di disperderle in mille rivoli e concentrandole attorno ad alcuni ‘progetti-Paese’ prioritari che affrontino una serie di nodi strutturali, dai ritardi del settore pubblico alle fragilità del nostro sistema produttivo, dall’insostenibilità ambientale del nostro modello di sviluppo alle profonde disuguaglianze sociali, territoriali, di genere che dividono la nostra comunità. E dobbiamo saper mobilitare attorno ad un progetto strategico di rilancio (un Recovery Plan italiano) non solo i fondi della UE, ma anche un volume paragonabile di risorse nazionali, pubbliche e private”.

La presentazione del PNR, il Programma Nazionale di Riforma, spiega Misiani “può essere il punto di partenza per la costruzione del Recovery Plan italiano. In passato la discussione del PNR è stata vissuta come un passaggio meramente burocratico. Io credo che sia necessario fare un salto di qualità, trasformando il Programma di Riforma nella base di partenza per la costruzione del nostro ‘Piano per la Ripresa’. Una sorta di ‘libro verde’ per il rilancio su cui avviare una vera e propria consultazione pubblica: con le forze economiche e sociali, le istituzioni territoriali, il terzo settore, le realtà produttive pubbliche e private, tutti coloro che vorranno contribuire con idee, proposte, sollecitazioni.

Da questo confronto, conclude il senatore del Pd “può e deve nascere il progetto di rilancio del Paese. In Europa sta maturando una svolta di fondamentale importanza, ma abbiamo di fronte mesi difficili. È necessario affrontarli aiutando e sostenendo gli italiani e costruendo una nuova prospettiva per il Paese. Insieme”.

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