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Rifiuti, Carretta: 5 aspetti su cui migliorare e una proposta per tracciarli

La Commissione d’inchiesta regionale presieduta dal consigliere bergamasco ha concluso il suo lavoro e consegnato all’aula consiliare la relazione finale

Un lungo anno fatto di sedute, audizioni, sopralluoghi. La Commissione d’inchiesta regionale sul sistema della gestione dei rifiuti in Lombardia, presieduta dal bergamasco Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti), ha concluso il suo lavoro e consegnato all’aula consiliare la relazione finale che, oltre a mettere in risalto gli aspetti positivi del sistema (per dotazione degli impianti, per gestione e smaltimento dei rifiuti, compresi quelli speciali, la Lombardia è autosufficiente e risulta ‘una delle zone più virtuose dell’Unione Europea’), ha evidenziato anche le criticità e avanzato una serie di aspetti propositivi, che il Consiglio consegna alla Giunta regionale, titolare dell’attuazione delle politiche ambientali.

Carretta rifiuti

“Regione Lombardia non è la nuova ‘terra dei fuochi’ come molti hanno detto e scritto e a dirlo non sono io, ma le rilevazioni che esperti e specialisti hanno fatto per noi – ha scritto sul suo profilo Facebook il consigliere regionale Carretta -. Dire questo, però, non significa affermare che vada tutto bene. Se ci sono campanelli d’allarme è giusto ascoltarli e affrontarli per evitare catastrofi. Il tema ha molti risvolti e si intreccia con tante questioni, una su tutte quella ambientale. Abbiamo analizzato i flussi dei rifiuti, le tariffe, il funzionamento degli impianti, il livello di importazione ed esportazione e anche l’impianto normativo vigente”.

Le priorità

Il documento è composto da 205 pagine e 179 allegati. La Commissione ha individuato moltissimi settori di interventi, “ma se dovessi individuare i punti più importanti direi che bisognerebbe mettere mano allo ‘Sblocca Italia’ – prosegue Carretta – che ha introdotto una deroga al principio dell’autosufficienza per lo smaltimento dei rifiuti urbani, consentendolo anche in impianti di recupero in altre regioni e che ha quindi comportato un aumento di rifiuti in ingresso in Lombardia che, considerando la carenza di impianti nel resto delle Regioni, ha provocato l’aumento dell’ingresso dei rifiuti negli impianti di trattamento con conseguente sovraccarico impiantistico e un successivo lievitamento dei costi”.

Secondariamente, “credo sia importante implementare la creazione di una carta d’identità del rifiuto per tracciarlo utilizzando la tecnologia Blockchain, che vada di pari passo con una pianificazione nazionale degli impianti e un importante partita di bandi diretti alle amministrazioni locali per dotare gli impianti di video sorveglianza e un potenziamento di Arpa per un serio incremento dei controlli, anche, eventualmente tenendo presente, per le autorizzazioni, la presenza di impianti di video sorveglianza e di impianti di spegnimento incendi come già normati”.

In ultimo luogo dal lavoro della Commissione è emersa l’urgente necessità di trovare strumenti volti all’implementazione delle filiere innovative delle imprese che fanno ricerca e sviluppo per trovare nuovi materiali. “Ora sarà importante – ha concluso Carretta – che la Giunta prenda atto di questa relazione votata all’unanimità dal Consiglio regionale e intervenga, dove possibile e con i mezzi che riterrà più opportuni, per dare al sistema la giusta forza propulsiva di efficienza, trasparenza e legalità”.

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