Commissione d'inchiesta Covid in Lombardia: Baffi di Italia Viva "scalza" Scandella (Pd) - BergamoNews
È polemica

Commissione d’inchiesta Covid in Lombardia: Baffi di Italia Viva “scalza” Scandella (Pd)

Nella stessa giornata in cui tre senatori di IV "salvano" Salvini dal processo a Roma. Rosato (IV): vegognosa strumentalizazione dal Pd, invitiamo Baffi a dimettersi

Si chiamano “coincidenze”, ma non interessano voli aerei o treni. Qui stiamo parlando di politica.

In Regione Lombardia martedì 26 maggio si è votato per il presidente della Commissione d’inchiesta Covid ed è stata eletta Patrizia Baffi di Italia Viva (il partito di Matteo Renzi) originaria di Codogno, paese colpito dal virus.

La votazione è terminata con 46 voti per Baffi, il bergamasco Jacopo Scandella (Pd) ha raccolto 28 voti, Gregorio Mammì (5 Stelle) 2; Michele Usuelli di Più Europa 3 preferenze, mentre il lecchese Mauro Piazza di Forza Italia sarà vicepresidente.

La maggioranza del Consiglio Regionale, composta da Lega e Forza Italia, ha votato per la Baffi. Un caso? Forse una coincidenza visto che nella stessa giornata di martedì 26 maggio a Roma la Giunta per le immunità del Senato ha deciso di respingere la richiesta dei magistrati siciliani di rinviare a giudizio il leader della Lega, Matteo Salvini. Salvato in extremis grazie alla decisione dei tre senatori di Italia Viva di non prendere parte al voto.

La Commissione è composta da tre Consiglieri per i gruppi consiliari più consistenti (Lega, Forza Italia, Partito Democratico e M5Stelle) e da un Consigliere per gli altri gruppi; faranno parte della Commissione Roberto Anelli, Marco Mariani e Alessandra Cappellari (Lega), Gianluca Comazzi, Mauro Piazza e Ruggero Invernizzi (Forza Italia), Marco Fumagalli, Monica Forte e Gregorio Mammì (M5Stelle), Gianantonio Girelli, Carmela Rozza e Jacopo Scandella (PD), Franco Lucente (FdI), Luca del Gobbo (NcI), Manfredi Palmeri (Energie per la Lombardia), Giacomo Cosentino Basaglia (Lombardia Ideale), Viviana Beccalossi (Gruppo Misto), Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti), Patrizia Baffi (Italia Viva) e Michele Usuelli (Più Europa – Radicali).

La Commissione, la cui istituzione era stata richiesta da tutti i Consiglieri di minoranza, nello svolgimento del proprio lavoro avrà come oggetto specifico l’analisi e la valutazione della gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 in Regione Lombardia.

Dovrà concludere i propri lavori entro 12 mesi dall’insediamento.

L’IRA DI DARIO VIOLI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

“È finita la farsa sulla Commissione di inchiesta. Io e i miei colleghi del M5S abbandoniamo l’Aula” spiega il bergamasco dei 5 Stelle Dario Violi”.  “Con l’elezione di una presidenza non neutrale, la Commissione d’inchiesta non ha senso di esistere: è una farsa. Alle minoranze spetta la presidenza della Commissione e le nostre indicazioni,  con 28 voti su di un candidato, sono state chiarissime. La maggioranza ha eletto una sua candidata, che fa parte di Italia Viva, partito che oggi entra  a tutti gli effetti nel centrodestra. È lo stesso gruppo politico che proprio questa mattina ha salvato Salvini da un processo a Roma. Evidentemente la Lega gli ha restituito il favore in Lombardia e, visti i gravi errori che ha commesso nell’emergenza, ha scelto una commissione d’inchiesta schierata a suo favore. La maggioranza ha paura delle proprie responsabilità. Non parteciperemo ai lavori di una Commissione d’inchiesta che non offre nessuna garanzia per una valutazione imparziale della gestione dell’emergenza Covid-19 della Regione Lombardia e un discorso complessivo sulla sanità lombarda. Per parte nostra stiamo valutando la possibilità di avviare un gruppo di lavoro delle minoranze sulla pandemia”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia sull’elezione di Patrizia Baffi alla Presidenza della Commissione d’inchiesta regionale sul Covid-19.

UN GRAVE STRAPPO: MARTINA E CARNEVALI, PD

Lo strappo che si è consumato oggi al Pirellone sull’elezione della presidenza della Commissione d’inchiesta per la sanità lombarda è grave e, nei fatti, insabbia il lavoro che si sarebbe dovuto fare per approfondire e verificare quanto è successo in questi mesi. Ancora più grave per il nostro territorio che i consiglieri regionali del centrodestra eletti qui, anziché sostenere la proposta del nostro conterraneo Jacopo Scandella, abbiano obbedito agli ordini di scuderia dei loro vertici regionali. È uno schiaffo alla bergamasca. Così come grave è stato l’atteggiamento della consigliera di Italia Viva Patrizia Baffi autocandidata e votata dalla sola maggioranza, senza il consenso della stragrande parte delle opposizioni. Sono giochi di potere sulla pelle dei cittadini che non avremmo voluto vedere, in particolare oggi, dopo tutto quello che è accaduto.

BUSSOLATI (PD): “ERRORI E ARROGANZA”

“Lunedì 25 maggio Salvini partecipa ad una riunione della Lega al Pirellone – commenta Pietro Bussolati del Partito Democratico – Italia Viva non partecipa al voto sul processo a Salvini. La maggioranza vota Patrizia Baffi di Italia Viva presidente della commissione d’inchiesta sui fatti relativi al Covid. Il presidente deve essere indicato dalla minoranza da Statuto. La minoranza aveva votato con il 95% dei voti Scandella in tutti i precedenti tentativi. Baffi riceve il suo voto come minoranza, l’unico della minoranza e 47 dalla maggioranza. Oggi abbandoniamo l’aula e a questo punto è necessario scendere in piazza perché oltre all’arroganza degli errori c’è la paura di scoprire le gravi responsabilità politiche di Attilio Fontana su questa vicenda. Continueremo a cercare le loro responsabilità politiche oltre la paura della maggioranza, oltre la disposizioni di una commissione addomesticata”.

ETTORE ROSATO: VERGOGNOSA STRUMENTALIZZAZIONE DAL PD

Il coordinatore nazionale di italia Viva, Ettore Rosato: “Patrizia Baffi sarebbe un’ottima presidente della commissione d’inchiesta sulla sanità lombarda, sia per competenza che per storia personale. La vergognosa strumentalizzazione della vicenda da parte del Pd impone però scelte nette, come sappiamo fare noi. Invitiamo Patrizia a dimettersi. A noi le poltrone non servono, lasciamole al Pd.

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