BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Pesenti, Ance Bergamo: “Bene i bonus per l’edilizia, male l’assenza di misure per gli appalti pubblici”

La presidente di Ance Bergamo, Vanessa Pesenti, fa il punto sui nuovi bonus per l'edilizia appena varati dal Governo che giudica favorevoli, anche se si augura che ci siano spalmati anche per il prossimo anno. Delusa invece dal capitolo appalti pubblici e dalla mancanza di forti investimenti per il rilancio.

L’edilizia è un settore chiave per l’economia, in particolare nella nostra provincia dove rappresenta il 7% del valore aggiunto a cui va sommato un ulteriore 14% del settore immobiliare.

Secondo le ultime rilevazioni Istat, elaborate dal Centro Studi di Ance, a marzo l’indice nazionale della produzione nelle costruzioni è diminuito drammaticamente, registrando un calo del 35,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La variazione fortemente negativa di marzo ha compromesso i dati positivi di inizio anno 2020 (+8,4% a gennaio e +1,1% a febbraio) portando la flessione del primo trimestre a  -10,5% rispetto allo stesso trimestre del 2019. La situazione bergamasca viaggia sulla stessa lunghezza d’onda.

Il 4 maggio nella nostra provincia è ripartito circa il 70% dei cantieri (il dato emerge da un sondaggio in corso tra le imprese associate di Ance Bergamo) sia dell’edilizia pubblica che di quella privata. Un dato significativo che evidenzia il grande lavoro che è stato fatto in queste settimane dalle imprese per garantire – pur in realtà estremamente complesse – la ripresa in sicurezza. E ovviamente il desiderio di ripartire sia da parte degli imprenditori che dei lavoratori.

L’80% delle imprese segnala un calo della produzione (che si aggira su una percentuale stimata del – 40%) conseguente all’attuazione delle misure anticontagio, e il 75% sottolinea la necessità di una copertura dei costi aggiuntivi necessari a garantire la sicurezza.

Questa misura straordinaria riuscirà a far ripartire il settore delle costruzioni?

È evidente che per rilanciare l’edilizia – che da sempre ha un importante effetto volano per l’intera economia – sono necessarie azioni importanti. Che prioritariamente sono due: investimenti e eliminazione della burocrazia, a partire dalla cancellazione del Codice appalti. Senza queste due azioni non ci potrà essere ripresa.
Chiarito questo, il potenziamento al 110% di ecobonus e sismabonus è certamente positivo e rappresenta, almeno sulla carta, una misura di supporto al rilancio, ma deve essere attuata in tempi rapidi e senza complessità burocratiche. E deve estendersi ben oltre il 2021 perché c’è bisogno di più tempo per programmare ed eseguire interventi spesso complessi, altrimenti se ne vanifica l’effetto sia sociale che economico.

Oltre alle detrazioni del 65%, si arriva oggi al 110%, ma a chi si cederà il credito? C’è un accordo con le banche? Di certo non si può chiedere ancora alle imprese di farsi carico di questa misura?

Come detto, il potenziamento dei bonus edilizia sarà importante per la ripresa solo se potrà esser attuato in tempi rapidi. Tanti aspetti però devono essere ancora chiariti, tra cui – per esempio – i soggetti destinatari degli incentivi (per il quale il decreto fa una distinzione tra condomini e edifici unifamiliari), le procedure di asseverazione dei lavori e di verifica della congruità delle spese sostenute. Il nuovo decreto prevede la possibilità di trasformare le detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito di imposta cedibile, pertanto il ruolo delle banche sarà fondamentale, stante anche le difficoltà di liquidità delle imprese, perché con l’elevazione della misura al 110% le aziende rischiano di non percepire nulla dai clienti. Infatti, il meccanismo dello sconto in fattura prevede che le imprese si facciano carico dei relativi oneri, fino al momento dell’eventuale cessione del credito ad altri soggetti, tra cui gli istituti di credito e gli intermediari finanziari. Allo stato attuale, la cessione diventa possibile solo nel momento in cui si ha evidenza del credito nel cassetto fiscale (nell’anno successivo a quello di esecuzione dei lavori). È necessario quindi consentire durante l’anno l’accessione dei crediti d’imposta, con periodicità almeno trimestrale. Insomma i “bonus” potrebbero essere un significativo supporto, ma si tratta di una misura in gran parte ancora da chiarire.

I due settori al centro del decreto sono il risparmio energetico e il sismico: è davvero un’opportunità per ricostruire il nostro Paese?

Sì, è fondamentale favorire gli interventi sugli immobili esistenti, sia in termini di efficientamento che di messa in sicurezza sismica, arrivando quando necessario anche alla loro demolizione e ricostruzione. Non dimentichiamo che uno degli obiettivi primari di queste agevolazioni è quello di rendere più sicure e meno inquinanti le nostre città, per una vera e propria rinascita urbana. Questo però deve avvenire in parallelo con altre priorità, che non possono essere rimandate: la messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture.

Vi aspettavate misure diverse? Se sì, quali?

Siamo rimasti molto delusi e anche preoccupati dal Decreto Rilancio: manca tutto il capitolo degli appalti pubblici, comprese le misure per accelerare gli investimenti e per garantire pagamenti regolari alle imprese. Il Governo ha annunciato che queste norme rientreranno in un nuovo decreto legge sulle “semplificazioni”, con la previsione di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro la fine di maggio. Vogliamo fidarci per l’ennesima volta e ci auguriamo davvero che si tratti di una reale semplificazione, di una vera svolta. Ogni giorno perso per semplificare e snellire le procedure e le norme che ci impediscono di lavorare e di crescere diventa un ritardo inaccettabile per cittadini e imprese che, invece di misure assistenzialistiche che non producono nulla, hanno bisogno di lavoro, sicurezza e opportunità di crescita. L’altra misura fondamentale, sempre e solo annunciata, rimane quella degli investimenti. È necessario rilanciare le costruzioni con un Piano di manutenzione e messa in sicurezza del Paese. Apprezzo molto la recente iniziativa di Regione Lombardia di sostegno all’economia lombarda, che permetterà ai Comuni lombardi di investire, da subito, 400 milioni di euro in opere pubbliche e che per il 2021 metterà a disposizione 2,6 miliardi di euro per ulteriori interventi finalizzati alla ripresa economica. E auspico che anche a livello locale si parta in tempi rapidi e con procedure snelle. Per quanto riguarda gli investimenti nel settore immobiliare è opportuno prevedere idonee garanzie agli investitori, incentivi all’acquisto della casa e mutui a tassi agevolati e garantiti al 100% da un fondo statale, anche per lavoratori atipici, o una defiscalizzazione al 50% per i contratti preliminari di acquisto firmati nei prossimi 12 mesi.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.