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“Bentornato fratello”: Claudio Berta, preside del Caniana, torna dalla Germania guarito dal Covid

L'emozionante messaggio lasciato dai tre fratelli Maurizio, Stefano e Luca che lo scorso 17 marzo lo avevano affidato nelle mani dei medici dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Dopo quasi due mesi tornerà dalla Germania Claudio Berta, dirigente scolastico del Caniana di Bergamo: lo farà da vincitore, contro il Covid-19, e potrà finalmente riabbracciare i fratelli Maurizio, Stefano e Luca che per lui hanno scritto questa lettera.

La lettera

Mai telefonata fu più gradita. Almeno in questi ultimi tre mesi.

Non per una nascita, che è nella quotidianità della vita, non per un posto di lavoro sancito dalla costituzione, ma per il ritorno di un affetto dalle infide e paludose rive dello Stige, ai lidi dei più terreni ma pacati campi Elisi di Sorisole.

È dal 17 marzo scorso che non vediamo nostro fratello, o marito, o padre. E anche preside, come si diceva una volta, dell’istituto superiore Caniana, di Bergamo.

Raffreddato, un po’ come tutti in quel periodo, non aveva capito che quello era il subdolo virus Covid-19.

Quel giorno, la figlia nonché nostra nipote, Giulia, medico condotto in valle Brembana, riteneva che la saturazione fosse ormai ingestibile tra le mura di casa.

Senza cercare bombole di ossigeno, già introvabili, lo accompagnava al pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII.

Dopo un ultimo abbraccio pieno di speranza e di amore da parte della moglie Loredana, del figlio ingegnere Antonio e di Giulia, veniva consegnato nelle capaci mani degli addetti al ricevimento.

Nella difficoltà di quel momento, Cinzia, l’operatrice sanitaria incaricata di trovare un letto per tutti, facendosi in quattro, o forse dieci, o forse più, riusciva a prendere in consegna il nuovo paziente, e come per tanti disperati, a trovargli un letto per prestargli le cure dovute.

Grazie a tutto il personale!

Il tempo passava e pareva sconfinato, con le notizie sempre più concitate e frammentarie. Dopo la maschera per l’ossigeno si è ritrovato sotto il casco CPAP, costretto a letto senza potersi muovere. Poi, vista la situazione, veniva sedato e intubato.

Da quel momento i bollettini medici, sempre più difficili da ricevere e sempre più difficili da decodificare divennero un appuntamento quotidiano con la speranza ma anche con la paura.

Trasferito in Germania mentre era in coma farmacologico per lasciare il posto ad altri dannati dell’ultimo momento, si è ritrovato frastornato e solo in un paese straniero.

Assistito e aiutato fino al risveglio dai medici tedeschi l’abbiamo rivisto in videoconferenza, magro, stordito, debole e quasi incapace di parlare. Ma vivo. La fiducia nella scienza che combatte tutte le cose visibili et invisibili, ci ha dato ragione.

Poi ecco la telefonata. Lunedì 25 maggio rientra in Italia. Potrà così tornare, magari non subito, a svolgere il suo lavoro che ha inseguito per tutta una vita, preparandosi fin da giovane con un impeccabile carriera scolastica al liceo e all’università.

Laureato in lettere e filosofia e con un dottorato in logica matematica, accoppiata quasi più unica che rara, ricercato dal famoso istituto pisano dei Lincei, ha invece preferito svolgere l’attività tra di noi, per passione e per amore.

Per lungo tempo presso il Liceo Scientifico Lussana per poi approdare, vincendo il concorso per dirigenti scolastici, al principale incarico per gli istituti superiori. Impegnato per lungo tempo nella politica, dove ha ricoperto diversi incarichi nella comunità montana della valle Brembana, poi consigliere e assessore a Ponteranica in diverse legislature, rimpianto per la sua integrità ed equilibrio, non ha mai perso la voglia di interessarsi del cinema d’essai, del teatro, della musica, dei libri, dello studio della chitarra classica, dei viaggi culturali, della sua V-strom, del continuo aggiornamento per quanto riguarda il suo mondo professionale, dei suoi studenti, della gente, … ma la sua storia è più lunga ancora.

Ecco, ora rientra, e potrà trovare ancora il tempo anche per fare il tifo, insieme a noi tre fratelli, per l’Atalanta.

Ancora più forte dopo l’inaspettato ma simpaticissimo augurio di pronta guarigione ricevuto direttamente dal Papu, con l’intermediazione degli amici dell’entourage del club.

Noi che lo abbiamo sempre visto come l’alter ego dei nostri compianti genitori, o magari anche solo come consulente per qualsiasi titubanza, gli ribadiamo: bentornato Claudio, la vita può tornare a sorriderci ed essere più delicata.

Noi siamo stati fortunati, sia nella vicissitudine, sia ad avere un fratello come te.

A presto dai tuoi fratelli Maurizio, Stefano e Luca.

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